Un bene sottratto alla criminalità organizzata che diventa un luogo sicuro per le donne. Il Distretto Socio Sanitario 50 ha pubblicato il bando pubblico per individuare gli enti che gestiranno il nuovo Centro antiviolenza per donne vittime di violenza, che sorgerà a Trapani, in via Dalmazia n.1.
Il progetto ha un valore che va oltre l’aspetto sociale. «Un immobile confiscato alle mafie che si trasforma in presidio di protezione, ascolto e speranza – spiega Marilena Cricchio, coordinatrice del Distretto – è il segnale concreto di come la legalità possa tradursi in servizi reali per le persone più fragili». Il Centro sarà destinato non solo all’accoglienza delle donne, ma anche alla tutela dei minori e all’accompagnamento nei percorsi di uscita dalla violenza.
L’edificio è di proprietà del Comune di Trapani, capofila del Distretto, ed è stato completamente riqualificato grazie ai fondi del PNRR, Missione 5 – Inclusione e Coesione, con un investimento complessivo di 257 mila euro (Next Generation EU). Il finanziamento è stato riconosciuto con decreto del 9 dicembre 2022 dell’Agenzia per la Coesione Territoriale. I lavori, seguiti dall’Ufficio Tecnico comunale, sono conclusi e la struttura è già arredata e pronta per essere utilizzata.
«Non è un progetto sulla carta – sottolinea il sindaco Giacomo Tranchida – ma una scelta precisa dell’Amministrazione: restituire alla città uno spazio che diventa luogo di cura e rinascita, trasformando un simbolo di sopraffazione in un servizio di tutela e dignità».
Il bando è rivolto agli Enti del Terzo Settore, singoli o associati, che abbiano esperienza nella gestione di servizi analoghi. La procedura scelta è quella della coprogettazione: Comune e soggetto gestore costruiranno insieme il progetto definitivo e le modalità di funzionamento del Centro. «Cerchiamo enti capaci di lavorare in squadra – aggiunge Cricchio – per garantire accoglienza qualificata, sostegno psicologico, supporto legale e percorsi di autonomia anche lavorativa».
Il Centro sarà parte integrante della rete antiviolenza territoriale e opererà a beneficio dell’intero Distretto, che comprende nove Comuni: Trapani, Erice, Valderice, Buseto Palizzolo, Paceco, Custonaci, San Vito lo Capo, Misiliscemi e Favignana. «È un presidio fondamentale – evidenzia l’assessore Giuseppe Virzi – perché unisce protezione immediata e prevenzione, con attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza».
«Non sarà un semplice sportello – chiarisce l’assessora alle Pari Opportunità Giulia Passalacqua – ma un luogo sicuro, dove le donne potranno trovare ascolto, consulenza psicologica e legale, nel rispetto dell’anonimato e della sicurezza».
Come funziona il bando, in concreto
La sede di via Dalmazia è un appartamento distribuito su due livelli (piano II e III), composto da 7 vani per una superficie catastale di 92 metri quadrati. La gestione sarà affidata tramite una procedura comparativa: le domande vanno inviate via PEC all’indirizzo distrettosociosanitario50@pec.comune.trapani.it entro le ore 12 del 25° giorno dalla pubblicazione all’Albo pretorio. Gli enti possono partecipare anche in forma di ATS (associazione temporanea di scopo) e devono essere iscritti al RUNTS. È richiesto di avere gestito per almeno due anni negli ultimi cinque servizi analoghi nel settore antiviolenza. La durata del progetto è fissata in cinque anni, con possibilità di proroga tecnica. A valutare le proposte sarà una commissione di almeno tre componenti: il punteggio massimo è 100, con 80 punti per il progetto tecnico e 20 per la compartecipazione. Serve almeno 60/100 per essere ammessi alla fase di coprogettazione.
Le associazioni interessate dovranno presentare domanda allegando una proposta progettuale, lo schema economico-finanziario e i curricula degli operatori coinvolti. Tutte le informazioni, i requisiti richiesti e la modulistica sono disponibili nel bando pubblicato sul sito del Comune di Trapani, capofila del Distretto Socio Sanitario 50.