Trapani, la fiamma olimpica, le polemiche (e le stranezze ...)
La fiamma olimpica ha scaldato il dibattito cittadino in questi giorni.
Il casus belli lo ha acceso il consigliere comunale Tore Fileccia, che ha pubblicato sul proprio profilo il regolamento della Fondazione Olimpiadi, evidenziando la clausola di esclusione per gli esponenti politici che intendevano candidarsi come tedofori.
Il fuoco è divampato subito in direzione della consigliera comunale Angela Grignano, selezionata per portare la fiaccola in apparente violazione del regolamento. La città si è rapidamente divisa tra garantisti e colpevolisti.
Eppure la questione è più complessa di quanto appaia a una lettura superficiale.
C’è infatti un ulteriore elemento che merita attenzione: Angela Grignano non è l’unica esponente riconducibile all’area politica di governo cittadina ad essere stata selezionata. Tra i tedofori figura anche Pietro Cammareri, figlio del consigliere comunale Baldassarre, anch’egli in quota Tranchida.
Una coincidenza interamente “tranchiadiana” che, va detto, non configura una violazione formale del regolamento, trattandosi in questo caso del figlio e non dell’esponente politico.
Resta però il fatto che, agli osservatori più smaliziati, la sequenza non può che strappare un sorriso.
Ma facciamo un passo indietro e vediamo come si è svolta la procedura di selezione dei tedofori olimpici.
Il coordinamento sul territorio coinvolgeva due soggetti: la Fondazione Milano Cortina 2026 da una parte, i Comuni dall’altra. Questi ultimi, informati del passaggio della fiaccola già nei primi mesi del 2025, avevano il compito di attivare la cittadinanza, organizzare eventi e predisporre le misure di ordine pubblico.
La fiaccola olimpica è infatti un simbolo antico e potentissimo, portatore di valori sportivi: pace, sana competizione, impegno e merito. Basti pensare a come i Giochi Olimpici abbiano avuto il potere di sospendere i conflitti bellici nella storia. E mai come oggi ce ne sarebbe bisogno.
Su questi valori, la quasi totalità dei Comuni ha organizzato eventi sportivi e culturali, informando la cittadinanza e le associazioni per una maggiore partecipazione pubblica.
Ad esempio Messina, che ha informato i cittadini il 26 maggio 2025 tramite il Portale Giovani.
Pesaro ha fatto lo stesso il 12 aprile 2025, annunciando ufficialmente il passaggio della fiamma sul sito istituzionale.
Anche Belluno ha reso pubblica l’informazione il 13 febbraio 2025, mentre il Comune di Rho ha diffuso l’appello della Fondazione per la ricerca di tedofori il 22 febbraio 2025, come riportato in un avviso ufficiale.
E qui compare la prima stranezza: il Comune di Trapani era stato regolarmente informato del passaggio della torcia con nota prot. n. 30127 del 04/04/2025. Eppure, di questa notizia, fondamentale per il mondo sportivo cittadino, non esiste alcuna traccia pubblica per mesi.
La prima comunicazione ufficiale rintracciabile compare sul sito della Prefettura di Trapani soltanto il 27 novembre 2025, sotto forma di notizia istituzionale e senza particolare evidenza pubblica, come si legge nella nota prefettizia.
Solo il 10 dicembre 2025, a cinque giorni dall’effettivo passaggio della fiamma, il Comune di Trapani informa finalmente la cittadinanza, e lo fa esclusivamente tramite un post Facebook sul profilo istituzionale.
A conferma di questo prolungato silenzio, non risultano notizie giornalistiche locali precedenti. L’unico riscontro mediatico è un lancio dell’ANSA Sicilia, pubblicato anch’esso il 10 dicembre, praticamente in contemporanea con la comunicazione del Comune, come riportato nel servizio ANSA.
Il giorno successivo, 11 dicembre, a giochi ormai fatti, viene pubblicato anche un video Facebook che vede protagonisti i soli due “pupilli” politici, così meritevoli da essere stati selezionati per incarnare i valori olimpici.
Con la domanda di candidatura che doveva essere presentata entro il 25 giugno, è lecito ritenere che soltanto chi fosse a conoscenza per tempo del passaggio della fiaccola abbia potuto presentare la candidatura nei termini previsti.
Ma in molti comuni non era la presentazione della domanda a fare da discrimine nella selezione.
Ad Agrigento (e probabilmente anche in tutte le altre realtà), è stata la Fondazione stessa a chiedere alle amministrazioni comunali di segnalare alcuni nomi di cittadini ritenuti rappresentativi dei valori sportivi. Nel caso di Agrigento, ci è stato riferito che i nominativi suggeriti dall’amministrazione siano poi stati effettivamente confermati.
Questa opacità ha prodotto a cascata tutta un’ulteriore serie di mancanze. Tra queste, l’assenza di un adeguato piano di eventi in concomitanza con il passaggio della fiamma. Le società sportive cittadine, tra cui il CONI e altre realtà locali che annoverano vincitori di medaglie olimpiche e paralimpiche, non sono state coinvolte. Si sono ritrovate a ricevere un semplice invito istituzionale, peraltro spedito appena tre giorni prima dell’evento.
Un lasso di tempo che ha reso di fatto impossibile organizzare manifestazioni sportive o culturali capaci di accompagnare il passaggio della fiamma e di promuovere concretamente i valori dello sport nei giorni in cui la città avrebbe potuto e dovuto farlo.
In sintesi, si è scelto consapevolmente di tagliare fuori il mondo sportivo, trovando però comunque spazio per dare visibilità a persone legate all’amministrazione cittadina, in alcuni casi anche in contrasto con i regolamenti della Fondazione.
Ma questa, come direbbero gli sceneggiatori delle fiction di serie B, è un’altra storia, anche se nella stessa trama di un film trapanese che qualcuno, goliardicamente ma ingiustamente, potrebbe perfino titolare “Cosa Loro”.
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