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21/01/2026 00:05:00

Ponte sullo Stretto, Morfino (M5S): “Il governo ha perso la bussola"

 

Nuove accuse dal Movimento 5 Stelle contro il governo Meloni sul progetto del Ponte sullo Stretto. A intervenire è Daniela Morfino, capogruppo M5S in Commissione Ambiente alla Camera, che in una nota parla senza mezzi termini di “un’operazione all’italiana” e di una gestione confusa e contraddittoria dell’opera simbolo del ministro Matteo Salvini.

 

Nel mirino dei pentastellati c’è innanzitutto la nomina di Pietro Ciucci a super commissario straordinario del Ponte. Una scelta che, secondo Morfino, configura un evidente conflitto di interessi: Ciucci è infatti amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, società chiamata a tutelare interessi privati, e allo stesso tempo diventa – per decisione del governo – il principale referente pubblico dell’opera.

 

“Salvini rivendica la nomina come una sua decisione – afferma Morfino – ma è chiaro che si tratta di una soluzione voluta da Palazzo Chigi, dove sanno bene che non esistono le condizioni reali per avviare i cantieri. Così hanno pensato di affidare tutto a Ciucci, lasciandogli il classico cerino in mano”.

 

Ma le critiche non si fermano alla governance del progetto. La deputata M5S smonta anche una delle principali narrazioni portate avanti dal vicepremier leghista: quella del Ponte come infrastruttura strategica in chiave militare. Una tesi che, secondo Morfino, è stata smentita dallo stesso ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Abbiamo scoperto – sottolinea – che la presunta strategicità militare del Ponte era una panzana. Lo certifica nero su bianco Crosetto, che ha spiegato come, in caso di attacco militare, il Ponte sullo Stretto sarebbe la prima infrastruttura a essere colpita e distrutta”.

 

Per il Movimento 5 Stelle, dunque, il progetto procede tra contraddizioni, forzature e sprechi di risorse pubbliche. “La verità – conclude Morfino – è che Salvini ha perso la bussola, e non da oggi. Qualsiasi altro governo, davanti a questo quadro, chiederebbe scusa e fermerebbe tutto. Qui invece si va avanti con l’inganno e con lo sperpero continuo di quattrini pubblici”. Un attacco politico che riaccende il dibattito su una delle opere più discusse d’Italia, mentre restano aperti i nodi ambientali, finanziari e tecnici che continuano a dividere maggioranza e opposizioni.