Anche Mario Boni, vicepresidente della GIBA (Associazione Giocatori di Basket), interviene sul caso Trapani Shark. Lo ha fatto intervenendo al podcast Baseline, commentando con amarezza quanto accaduto al club granata, escluso dalla Serie A dopo settimane di caos societario e penalizzazioni.
«È stato un dispiacere vedere come si è evoluta la situazione di Trapani – ha dichiarato Boni –. Io stesso avevo collaborato con TeleSud, il canale di Antonini. Si è passati da progetti faraonici a quello che purtroppo abbiamo visto». Il riferimento è al crollo vertiginoso della credibilità sportiva e organizzativa del club, culminato con la cancellazione dal campionato.
Il vicepresidente della GIBA conferma di aver toccato con mano le criticità vissute dalla squadra: «Noi come GIBA siamo stati coinvolti, e la vicenda ci ha lasciato grande amarezza. Ma per fortuna tutti i giocatori hanno trovato squadra».
Boni punta il dito sulla necessità di rafforzare i controlli economici all’ingresso nei campionati professionistici: «Mi auguro che la fideiussione venga aumentata a 500 mila euro, per alzare l’asticella della serietà richiesta a chi vuole partecipare alla Serie A. È una tutela per le società che lavorano bene. Anche in A2 e B bisognerebbe fare lo stesso. Penso al caso Firenze di un paio d’anni fa. Servono più step e garanzie per evitare che certe situazioni si ripetano».
Sulle responsabilità, Boni non usa giri di parole: «Antonini? Non ha capito che per stare dentro a un sistema sportivo, servono regole. E vanno rispettate. Ha investito molto, è vero, anche nelle strutture e nella costruzione delle squadre, ma – almeno da quello che ho letto e visto – ha disatteso obblighi oggettivi. Forse per superficialità, come ha ammesso lui stesso».
Infine, l’invito a riflettere: «Bisogna imparare da quanto accaduto e migliorare i controlli già in fase di iscrizione ai campionati. Per tutelare chi lavora seriamente, e per garantire la regolarità di una stagione».