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22/01/2026 22:30:00

Trapani Shark: Consumerismo fa chiarezza su abbonamenti e "causa di forza maggiore"

Consumerismo No Profit interviene sulle notizie diffuse nelle ultime ore riguardo alla presunta esclusione di qualsiasi rimborso agli abbonati della Trapani Shark, motivata dall’invocazione della cosiddetta “causa di forza maggiore”. Secondo l’associazione, è necessario fare chiarezza sul piano giuridico e della tutela dei diritti dei consumatori.

«La tutela dei consumatori non è un gioco – dichiara Giovanni Riccobono, direttore generale di Consumerismo No Profit –. Si può e si deve ringraziare la società per il percorso sportivo, per le stagioni vissute e per il lustro dato alla città e al territorio. Tuttavia, il riconoscimento sportivo e umano non può tradursi in una compressione dei diritti contrattuali degli abbonati».

 

Per Consumerismo, il richiamo alla forza maggiore per giustificare il mancato rimborso degli abbonamenti non goduti appare giuridicamente infondato. La giurisprudenza, infatti, è costante nel ritenere che la forza maggiore richieda la contemporanea presenza di tre requisiti: imprevedibilità, inevitabilità ed estraneità dell’evento rispetto alla sfera organizzativa del debitore.

«Le sanzioni sportive derivanti da irregolarità amministrative, economiche o gestionali – spiega l’avvocata Barbara Puschiasis, vicepresidente e legale dell’associazione – non integrano, per definizione, una causa di forza maggiore. Rientrano nel rischio tipico dell’attività d’impresa sportiva e sono eventi imputabili alla gestione della società, non fatti esterni ed eccezionali».

 

L’eventuale esclusione dal campionato per inadempienze amministrative o gestionali del club non può quindi essere qualificata come evento imprevedibile ed estraneo, ma rappresenta una conseguenza diretta delle scelte organizzative e della conduzione societaria.

Da ciò discende un principio chiaro: il diritto degli abbonati al rimborso della quota di abbonamento non goduta non viene automaticamente annullato dall’invocazione della forza maggiore.

 

«Siamo di fronte a un contratto a prestazioni corrispettive – conclude Riccobono –: se la prestazione sportiva non viene più erogata, il consumatore non può essere chiamato a sopportarne integralmente le conseguenze economiche. Ogni diversa interpretazione finirebbe per scaricare su tifosi e famiglie un rischio che l’ordinamento attribuisce invece all’impresa».

 

Consumerismo No Profit, anche in virtù della propria iscrizione presso il Ministero della Giustizia nell’elenco delle associazioni legittimate a promuovere azioni collettive, continuerà a valutare le iniziative di tutela a favore degli abbonati, ribadendo che il rispetto delle regole contrattuali e dei diritti dei consumatori non può essere subordinato a valutazioni di opportunità o a interpretazioni estensive di concetti giuridici non applicabili.