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22/01/2026 06:00:00

Marsala, il centrodestra al bivio: Roma decide, la città resta in attesa

Oggi è il giorno di Fratelli d’Italia a Roma. In missione la delegazione trapanese: si confronteranno sul tema “sindaco”. Le amministrative sono alle porte, seppure una data ancora non ci sia; arrivano un po’ come il ciclone Harry: mai davvero all’improvviso. Il copione è noto: tavoli di partito, incontri con foto di rito, poi all’improvviso alleanze che si sfilacciano, candidati che cambiano rotta come barche senza timone. E chi fino al giorno prima garantiva stabilità ora cerca riparo dietro un comunicato stampa.

Cosa accadrà oggi a Roma? Potrebbe esserci una convergenza su Enzo Sturiano candidato sindaco, figura che però, attenzione, spaccherebbe ancora di più. Molte delle liste civiche non andrebbero con Sturiano; qualche consigliere di centrodestra potrebbe decidere di lasciare la sigla di partito per candidarsi in lista civica. Movimenti che non si delineeranno a breve, ma almeno a metà febbraio.

 

Vecchi, e sempre “vecchi” volti

Da una parte non ci sono solo i civici: ci sono quelli che sono stati al tavolo con l’attuale sindaco Massimo Grillo. Che sono stati suoi assessori, che lo hanno appoggiato nel 2020, che ne hanno condiviso il percorso e anche qualche anno di amministrazione. Hanno oggi, quasi, costruito un’alleanza non per la città ma contro Massimo Grillo. È il punto più debole di questa rete civica. Ognuno di loro, per un motivo diverso, ha il dente avvelenato con Grillo, che ha la colpa politica di non avere rispettato alcun patto. È andato in rottura subito con Toni Scilla perché ha detto di no a Elia Martinico assessore; ha rotto con Eleonora Lo Curto perché ha detto di no al proseguimento di Oreste Alagna assessore (Alagna si era dimesso da consigliere, rimanendo fuori da tutto). Grillo ha accarezzato il sogno di diventare un meloniano doc, concedendo al partito gli assessorati che hanno richiesto. Ha spaccato e tentato di ricucire, senza riuscirci.

 

I partiti di centrodestra

Mentre le segreterie trattano, rinviano, misurano equilibri interni e veti incrociati, la città resta ferma, priva di una proposta all’altezza delle sue fragilità e delle sue ambizioni. Marsala non è senza problemi, ma è soprattutto senza interlocutori credibili: governata più dall’indecisione altrui che da un progetto per il futuro. In questo vuoto di scelte, la politica smette di servire la comunità e finisce per usarla come merce di scambio. Le elezioni amministrative di Marsala diventano, quindi, un tassello di un puzzle più ampio, legato alle regionali e alle nazionali del 2027.

 

Patti, la possibile convergenza dei movimenti

“Si muove la città” è un movimento civico. Andreana Patti non ha alcuna tessera di partito e ha aggregato le sigle del centrosinistra, dal M5S al PD, da AVS a Rifondazione comunista e al PSI.

I movimenti civici che intendono appoggiare la candidatura a sindaco di Nicola Fici, in mancanza della stessa, dicono chiaramente che convergeranno su Patti. È una sfida tutta aperta e non scontata.

Il post di Michele Gandolfo è già una presa di distanza non solo da Grillo ma anche da Enzo Sturiano. Gandolfo però non rappresenta una lista civica, ma un partito di centrodestra: Grande Sicilia. In quel caso Raffaele Lombardo e anche Gianfranco Miccichè potrebbero non fargli utilizzare il simbolo.

L’ex assessore di Grillo scrive così: «Marsala ha bisogno di discontinuità politica e amministrativa reale, non di cambi di facciata o di equilibri che ripropongono le stesse responsabilità. Negli ultimi anni la città ha subito scelte sbagliate, ritardi cronici e una gestione priva di visione strategica. La città non può permettersi soluzioni che ripropongono direttamente o indirettamente le esperienze di governo riconducibili al sindaco uscente o a personaggi che hanno ancora adesso rappresentanti in giunta. I problemi sono sotto gli occhi di tutti: una gestione dei rifiuti inefficiente e costosa, servizi essenziali che non funzionano, macchina amministrativa lenta, urbanistica ferma, periferie abbandonate. Porto, turismo e agricoltura non sono mai diventati il motore di sviluppo che Marsala merita. Marsala non ha bisogno di continuità: ha bisogno di discontinuità, di un progetto politico credibile e di una guida che risponda agli interessi della città».