Sanità in Sicilia: nel 2025 liste d'attesa record e cure private per l'85% dei pazienti
Nel 2025 in Sicilia oltre un milione di persone hanno rinunciato a curarsi per motivi economici o a causa dei tempi d’attesa troppo lunghi nel sistema sanitario pubblico. È il dato che emerge dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, che accende i riflettori su una delle emergenze più gravi per la sanità regionale: l’accesso alle cure.
Secondo lo studio, il fenomeno delle “liste d’attesa chiuse” ha interessato più di 7 pazienti su 10 in Sicilia. Un dato che fotografa una realtà ormai strutturale: visite specialistiche ed esami diagnostici spesso non prenotabili o fissati a distanza di mesi, con la conseguenza che molti cittadini sono costretti a scegliere tra attendere – rischiando un aggravamento delle condizioni di salute – oppure rivolgersi al privato.
Verso la sanità privata
La strada imboccata dalla stragrande maggioranza dei pazienti è quella di rivolgersi al privato. Nell’ultimo anno, l’85% dei siciliani che aveva bisogno di una prestazione sanitaria ha fatto ricorso alla sanità privata, sostenendo una spesa media di 212 euro per ciascuna prestazione. Una cifra che, moltiplicata per il numero di visite ed esami necessari in un anno, può trasformarsi in un peso significativo per i bilanci familiari, soprattutto in un contesto economico già fragile.
Per far fronte ai costi, circa 6 milioni di italiani hanno utilizzato una copertura di assicurazione sanitaria che, in tutto o in parte, ha contribuito a pagare le spese mediche. Se a livello nazionale la percentuale di chi ha potuto contare su questo tipo di copertura è stata pari a circa il 23%, guardando i dati a livello territoriale emerge che al Nord si arriva al 28,9%, mentre al Centro si scende al 25% e al Sud si crolla al 15%.
Prestiti per curarsi
Non solo. Sono 43 mila i pazienti che, pur di potersi curare, hanno chiesto un prestito a finanziarie, amici o parenti. L’Osservatorio di Facile.it segnala che in Sicilia i prestiti personali destinati a spese mediche rappresentano oltre il 3% del totale dei finanziamenti richiesti. Chi ha presentato domanda ha cercato di ottenere in media 5.377 euro: una somma che racconta cure rinviate, interventi programmati, cicli di terapie o accertamenti specialistici non più differibili.
Il quadro che emerge dall’indagine è quello di una sanità pubblica percepita come sempre meno accessibile nei tempi e nei costi indiretti, con un progressivo spostamento della domanda verso il settore privato e un ricorso crescente al credito per far fronte alle spese mediche. Un fenomeno che rischia di ampliare le disuguaglianze sociali, creando una frattura sempre più marcata tra chi può permettersi di pagare e chi, invece, è costretto a rinunciare.
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