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28/02/2026 19:47:00

In Sicilia il fai da te non conosce crisi: cresce il mercato del bricolage e della casa

Trapano, vernice, scaffali da montare, giardinaggio, piccoli lavori domestici. In Sicilia il fai da te continua a essere molto più di un hobby. È un’abitudine consolidata, spesso una necessità economica, ma anche un modo per prendersi cura della casa senza aspettare mesi un artigiano o spendere cifre sempre più alte.

E i numeri del 2026 raccontano un settore che, nonostante le difficoltà economiche generali, continua a muoversi.

Secondo i dati diffusi da NielsenIQ per Bricoday, nel primo trimestre del 2026 il mercato italiano del fai da te ha raggiunto un fatturato di 1,38 miliardi di euro, con una sostanziale tenuta rispetto al 2025: il calo è contenuto allo 0,8%. (

Ma dentro questi numeri si nasconde un cambiamento interessante nelle abitudini degli italiani — e dei siciliani.

 

Giardinaggio e comfort domestico trainano gli acquisti

 

A crescere di più sono i prodotti legati al comfort della casa e agli spazi esterni. Il settore giardinaggio segna un +8%, mentre aumentano anche gli acquisti di piccoli e grandi elettrodomestici. 

Non è difficile capire perché. Dopo anni di smart working, rincari energetici e attenzione alla qualità della vita domestica, la casa è tornata al centro delle spese delle famiglie.

Anche in Sicilia il fenomeno è evidente: balconi trasformati in piccoli orti urbani, terrazze sistemate “a poco a poco”, lavori di manutenzione fatti in autonomia e una crescente attenzione alla riqualificazione energetica.

 

Sicilia terra di “arrangio”? Anche di manualità

 

Il Sud Italia continua a essere una delle aree con maggiore propensione al bricolage. Diverse ricerche di settore mostrano come nelle regioni meridionali il fai da te sia molto più diffuso rispetto al Nord, anche per ragioni culturali ed economiche. 

In Sicilia, poi, pesa anche la struttura urbana fatta di piccoli comuni, case indipendenti e negozi di prossimità. Un modello che tiene ancora viva la tradizionale ferramenta di quartiere, accanto ai grandi centri del bricolage.

Il mercato, però, sta cambiando rapidamente.

Da una parte crescono le catene specializzate e l’e-commerce. Dall’altra resistono le piccole attività locali, soprattutto nei centri minori, dove spesso la ferramenta resta anche un luogo di consulenza pratica: “Come si monta?”, “Che tassello serve?”, “Quale vernice regge il sole siciliano?”.

 

L’effetto social e tutorial

 

A spingere il settore ci sono anche YouTube, TikTok e Instagram. Sempre più persone imparano online a montare mobili, sistemare pareti, verniciare o creare piccoli oggetti artigianali.

Il fai da te è diventato anche contenuto social: tutorial veloci, trasformazioni domestiche, recupero creativo di vecchi mobili e lavori “prima e dopo” che raccolgono milioni di visualizzazioni.

E così il bricolage smette di essere soltanto necessità e diventa perfino intrattenimento.

 

Il settore cambia, ma resiste

 

I dati di febbraio 2026 raccontano comunque un mercato in trasformazione. Alcuni comparti tradizionali, come il legname, registrano flessioni importanti, mentre cresce tutto ciò che riguarda efficienza energetica, outdoor e piccoli interventi domestici. 

In Sicilia il fai da te continua a vivere tra tradizione e innovazione. Tra il vicino che “sa fare tutto”, il tutorial visto sul telefono e il carrello pieno nel weekend nei negozi di bricolage.

Perché alla fine, soprattutto da queste parti, c’è una filosofia che resiste a ogni crisi: prima di chiamare qualcuno, si prova sempre a fare da soli.