Pantelleria torna a fare i conti con l’isolamento. Non quello geografico, che sull’isola è una condizione naturale, ma quello dei trasporti che non funzionano. Tra corse dei traghetti cancellate, problemi tecnici agli aerei e voli non ancora in vendita per la stagione primaverile, la situazione dei collegamenti sta diventando sempre più critica.
Negli ultimi giorni, il ritorno in linea del traghetto Pietro Novelli, unito alle condizioni meteomarine sfavorevoli, ha provocato un aumento delle cancellazioni delle corse. Un problema che riaccende anche i dubbi sulla reale capacità operativa della nave.
Traghetti insufficienti per l’isola
Secondo quanto segnalato dall’amministrazione comunale, l’utilizzo di due vettori di piccole dimensioni continua a dimostrarsi insufficiente per garantire un servizio adeguato.
Le conseguenze sono pesanti. Non riguarda soltanto i passeggeri, ma anche la vita economica dell’isola:
- difficoltà nell’approvvigionamento di generi alimentari;
- ritardi nell’arrivo di materiali edili;
- cantieri fermi e opere che rischiano di non essere completate o rendicontate entro i termini previsti.
Per provare a recuperare i disservizi accumulati è stato chiesto di programmare due corse straordinarie di recupero per la giornata di sabato.
Anche i voli in difficoltà
Come se non bastasse, ai problemi marittimi si sono aggiunti negli ultimi giorni anche quelli del trasporto aereo.
Due aeromobili utilizzati nel servizio di continuità territoriale sono stati fermati per problemi tecnici, provocando cancellazioni e ritardi.
La situazione è aggravata dal fatto che la compagnia Dat non ha ancora accordi di interlinea con altre compagnie. In pratica, quando un volo viene cancellato o ritarda, i passeggeri che devono proseguire il viaggio verso il centro o il nord Italia perdono le coincidenze e spesso anche i biglietti già acquistati.
Voli non vendibili dopo il 29 marzo
C’è poi un’altra criticità che preoccupa operatori turistici e cittadini.
Ad oggi non sono ancora in vendita i voli per Pantelleria dal 29 marzo in poi, una situazione che rischia di provocare gravi danni economici proprio all’inizio della stagione turistica.
L’incertezza colpisce anche i residenti che devono programmare viaggi per motivi di salute, in particolare i malati oncologici che si spostano frequentemente verso la Sicilia o la penisola per le cure.
La protesta del sindaco
Il sindaco Fabrizio D’Ancona non nasconde la sua preoccupazione e parla apertamente di una situazione ormai insostenibile.
“Pantelleria non può più continuare a elemosinare un servizio di continuità territoriale marittimo e aereo adeguato alle esigenze dei propri cittadini. Siamo realmente stanchi – afferma il primo cittadino –. Abbiamo sempre mantenuto un livello istituzionale, cercando con il dialogo di trovare soluzioni. Oggi però abbiamo superato ogni limite”.
Secondo D’Ancona, le due navi attualmente utilizzate non soddisfano le esigenze dell’isola né dal punto di vista qualitativo né da quello quantitativo.
“Siamo in ginocchio – prosegue –. Molti cantieri sono fermi e non riusciamo a portare avanti le nostre programmazioni e attività. A questo si è aggiunto anche il problema dei servizi aerei, che in alcune circostanze hanno creato criticità gravi per cittadini che devono spostarsi per cure mediche”.
Il sindaco conclude con un’accusa precisa: “Non è più sostenibile. Stiamo oggettivamente sperperando denaro pubblico senza alcun tipo di controllo oggettivo da parte delle istituzioni”.
Una situazione che, secondo l’amministrazione comunale, non può più essere considerata un semplice disagio. Per Pantelleria è ormai una questione di diritto alla continuità territoriale, e riguarda direttamente la vita quotidiana dei cittadini e l’economia dell’intera isola.