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07/03/2026 12:01:00

Barriere architettoniche, in Sicilia nessun capoluogo è in regola

In Sicilia nessun capoluogo di provincia ha approvato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche con delibera del Consiglio comunale, come previsto dalla legge del 1986. È quanto emerge dall’indagine dell’Associazione Luca Coscioni che, a quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei PEBA con la Legge 28 febbraio 1986 n. 41, ha monitorato lo stato di attuazione nei Comuni capoluogo italiani per verificare quanto il Paese sia ancora distante dai principi di accessibilità e inclusione previsti dalla Convenzione Onu e dalla Costituzione.

 

In Sicilia nessun capoluogo risulta pienamente in regola con l’obbligo previsto dalla legge. In diversi casi i Comuni risultano impegnati nella fase preliminare o nella redazione del Piano. Agrigento ha approvato nel 2021 le linee di indirizzo per l’avvio di un percorso partecipativo finalizzato alla mappatura delle barriere architettoniche e alla predisposizione del PEBA, attivando anche un portale per la raccolta delle segnalazioni dei cittadini, ma dalla documentazione disponibile non è chiaro come si sia evoluto l’iter. Caltanissetta ha avviato il procedimento per la realizzazione del Piano con delibera di Giunta del 2021 e, secondo quanto comunicato dall’amministrazione nel 2025, sono in corso attività di catalogazione degli immobili comunali e verifiche su scuole, edifici pubblici e spazi urbani, con l’obiettivo di completare il PEBA entro l’anno.

Catania risulta anch’essa in fase di realizzazione del Piano, ma solo dopo un intervento della giustizia amministrativa: il Tribunale amministrativo regionale della Sicilia, su ricorso dell’Associazione Luca Coscioni, ha condannato il Comune per non aver provveduto alla realizzazione del PEBA, nominando un commissario ad acta incaricato di procedere alla sua adozione. Messina ha affidato nel 2024 a un professionista l’incarico per la redazione del Piano, mentre Palermo ha avviato nel 2024 la prima fase del percorso per la redazione del PEBA con una delibera di Giunta finalizzata all’individuazione delle aree e dei servizi prioritari per garantire l’accessibilità universale, ma non risultano aggiornamenti sull’approvazione definitiva prevista inizialmente per la fine del 2025.

Nessuna informazione disponibile invece per Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani, dove sui siti istituzionali e nelle sezioni Amministrazione trasparente non risultano informazioni relative al PEBA e le richieste di accesso agli atti promosse dall’Associazione non hanno ricevuto risposta.

 

Il quadro regionale mostra dunque una situazione particolarmente critica, con nessun capoluogo in regola con una legge in vigore da quarant’anni e numerose amministrazioni che non garantiscono nemmeno la trasparenza su uno strumento fondamentale per l’accessibilità.

A livello nazionale, dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma dove la competenza è in capo ai Municipi, emerge che 43 Comuni pari al 36,4 per cento hanno approvato un PEBA con delibera di Consiglio comunale, 16 pari al 13,6 per cento hanno un Piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa, 25 pari al 21,2 per cento sono in fase di redazione e 34 pari al 28,8 per cento risultano senza PEBA o con informazioni non reperibili. Secondo l’Associazione questi dati, già critici nei capoluoghi che in teoria dispongono di maggiori risorse tecniche e amministrative, indicano una realtà ancora più arretrata nel resto del Paese: si stima che solo circa il 15 per cento dei Comuni italiani abbia davvero adottato un PEBA e l’effettiva realizzazione degli interventi previsti rappresenta una criticità ulteriore e largamente irrisolta.

“Dal corpo delle persone al cuore della politica: nei tribunali abbiamo conquistato un vero e proprio diritto ai PEBA – dichiara l’Avv. Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni e legale che segue le iniziative dell’Associazione sull’accessibilità –. In questi anni abbiamo affrontato casi concreti di discriminazione. La giurisprudenza ha chiarito che l’assenza dei PEBA non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti. Possiamo dirlo con chiarezza: grazie alle nostre iniziative si è costruito un vero e proprio diritto ai PEBA, come dimostrano i provvedimenti emessi dai Tribunali, sia in sede civile che amministrativa, con i quali i Comuni di Catania, Santa Marinella e Pomezia sono stati condannati ad adottare il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche in tempi certi”.

«A quarant’anni dalla legge istitutiva dei PEBA, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali – dichiara Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità –. Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. L’Associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta».

 

Come è stata svolta l’indagine – L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni sui PEBA nei comuni capoluogo italiani è stata realizzata attraverso consultazione sistematica dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo, con particolare attenzione alla sezione “Amministrazione trasparente” (provvedimenti e strumenti di pianificazione); accessi agli atti nei casi di assenza o incompletezza delle informazioni online. L’indagine rimane aperta: l’Associazione invita amministrazioni, cittadine e cittadini a segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni documentate a info@associazionelucacoscioni.it.