×
 
 
21/07/2026 16:12:00

ZES Trapani, Ciminnisi: "Non è colpa solo di Roma, il Comune sapeva"

La perdita dei fondi PNRR per la strada di collegamento con la Zona Economica Speciale di Trapani continua ad allargare il fronte politico. 

Dopo la conferma ufficiale del definanziamento arrivata dal sindaco Giacomo Tranchida durante il Consiglio comunale, interviene la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi, che individua le responsabilità non soltanto contro il Governo nazionale, ma anche contro Palazzo d'Alì e l'intero Consiglio comunale.

Per la parlamentare, infatti, la vicenda non rappresenta soltanto un problema finanziario, ma il risultato di un percorso amministrativo e politico che, a suo giudizio, avrebbe sottovalutato criticità già evidenziate due anni fa. 

 

"Lo Stato scarica i costi sulla Sicilia"

"Lo Stato ha deciso di scaricare sulla Regione Siciliana i costi di un'opera che, se il Governo regionale non farà la sua parte, rischia seriamente di trasformarsi nell'ennesima incompiuta siciliana", afferma Ciminnisi.

Il riferimento è alla decisione del Governo nazionale di revocare il finanziamento PNRR destinato all'infrastruttura, uno degli interventi considerati strategici per migliorare l'accessibilità dell'area portuale e della Zona Economica Speciale di Trapani. Una scelta che apre adesso il problema di reperire nuove risorse economiche, con la Regione Siciliana chiamata a decidere se farsi carico del costo dell'opera.

 

Le accuse al Consiglio comunale

La deputata, però, allarga il campo delle responsabilità.

"Non possiamo assolvere del tutto nemmeno l'amministrazione comunale di Trapani. Il Consiglio comunale ha approvato l'opera senza alcun approfondimento, procedendo in maniera silenziosa e con una fretta e una superficialità che ha accomunato maggioranza e opposizione".

Ciminnisi torna così sulla variante urbanistica approvata nel 2024, ricordando di avere presentato interrogazioni e richieste di approfondimento tecnico quando il progetto era ancora nella fase autorizzativa.

"Si interveniva su un'area delicata, tra canali, ex saline e assetto idraulico della zona orientale e retroportuale, ma né la maggioranza né l'opposizione mostrarono la volontà di approfondirne gli effetti", sostiene la parlamentare.

La deputata rivendica dunque oggi la fondatezza delle perplessità espresse allora.

"Le criticità che segnalavo furono liquidate come allarmismi", ricorda. Poi, aggiunge, "sono arrivati i fatti": il procedimento ambientale si è concluso con un parere favorevole accompagnato da quattordici prescrizioni, mentre le problematiche legate al drenaggio delle acque e alla sicurezza idraulica sono entrate nelle valutazioni tecniche e nell'aggiornamento del Piano di Assetto Idrogeologico.

Per questo Ciminnisi ritiene che oggi "tutto il Consiglio comunale di Trapani dovrebbe assumersi la responsabilità delle conseguenze" di una scelta che, secondo il Movimento 5 Stelle, meritava un confronto più approfondito.

 

Una vicenda che parte da lontano

La strada di collegamento alla ZES è uno degli interventi più rilevanti previsti nell'area orientale della città. L'infrastruttura nasce con l'obiettivo di collegare in modo più efficiente il porto commerciale, la Zona Economica Speciale e la rete viaria principale, alleggerendo il traffico urbano e rendendo più competitivo il sistema logistico trapanese.

Negli ultimi due anni, tuttavia, il progetto è stato accompagnato da un acceso dibattito politico e tecnico. Da una parte l'amministrazione comunale ha sempre sostenuto il valore strategico dell'opera per lo sviluppo economico della città; dall'altra, il Movimento 5 Stelle e alcuni comitati hanno chiesto maggiori verifiche sugli effetti urbanistici e idrogeologici della variante approvata dal Consiglio comunale.

Nelle scorse ore è stato lo stesso sindaco Giacomo Tranchida ad annunciare ufficialmente in aula la revoca del finanziamento PNRR, definendola una decisione del Governo nazionale che rischia di compromettere uno degli interventi più importanti per Trapani e convocando un confronto con le parti sociali per individuare possibili soluzioni.

 

Il caso diventa regionale

Per Ciminnisi il caso Trapani è soltanto il primo di una lunga serie.

Durante i lavori della Commissione Ars sul Documento di economia e finanza regionale 2027-2029 (DEFR), la deputata ha sollevato il tema con l'assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò, chiedendo come il Governo Schifani intenda affrontare il rischio che numerose opere siciliane, rimaste senza copertura PNRR dopo la revisione decisa da Roma, finiscano per gravare sul bilancio della Regione.

"Il governo regionale non può continuare a rincorrere l'emergenza opera per opera. Serve una programmazione che metta in sicurezza cantieri già avviati e opere programmate, a partire dalla strada ZES di Trapani, prima che si trasformino in ulteriori ferite aperte sul territorio", conclude la deputata.

Il confronto politico, dunque, cambia livello. Dopo lo scontro tra Comune e Governo nazionale, adesso la partita si sposta a Palermo: capire se la Regione troverà le risorse necessarie per salvare l'opera oppure se anche la strada destinata a collegare Trapani alla sua ZES finirà nell'elenco delle infrastrutture rimaste sulla carta.