Affrontare i comportamenti oppositivi e aggressivi in classe non è solo una questione disciplinare, ma una sfida educativa che chiama in causa emozioni, relazioni e crescita personale. Da questa consapevolezza nasce l’incontro formativo “La gestione dei comportamenti oppositivi e aggressivi in classe – Strumenti e strategie”, rivolto a docenti ed educatori del territorio.
L’iniziativa rientra nel progetto “Generazione Z” (CLP 2024-PE4-00108 | CUP J64C25000320004), finanziato nell’ambito del PNRR – Missione 5 “Inclusione e Coesione”, con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa nel Mezzogiorno e offrire ai giovani strumenti concreti di crescita, partecipazione e autonomia.
Il progetto è promosso dalla Terraferma Società Cooperativa Sociale e coinvolge una rete di partner istituzionali e territoriali: l’Asp di Trapani, il Comune di Castellammare del Golfo, l’Associazione EURO, l’Associazione Innovazione Sociale e Territoriale, l’Istituto Comprensivo “Vivona” di Calatafimi e l’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Girolamo Caruso” di Alcamo.
Le due giornate di formazione si terranno il 9 e il 23 marzo 2026, a partire dalle 16.15, nell’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “Francesco Vivona” di Calatafimi.
A guidare gli incontri sarà il dottor Paolo Pace, responsabile del servizio di Neuropsichiatria Infantile del Distretto di Castelvetrano, da anni impegnato nello studio delle dinamiche psicologiche e comportamentali dell’età evolutiva. Il suo intervento offrirà strumenti concreti e strategie operative per affrontare situazioni sempre più frequenti nella quotidianità scolastica: episodi di opposizione, aggressività, conflitti relazionali e difficoltà emotive.
Attraverso esempi pratici, riflessioni psicopedagogiche e indicazioni operative, l’obiettivo è aiutare docenti e operatori sociali a trasformare il conflitto in un’occasione educativa. Gestire comportamenti oppositivi non significa reprimere, ma costruire relazioni più consapevoli, capaci di sostenere i ragazzi nel percorso verso l’autonomia.
Il progetto “Generazione Z” si propone come modello di collaborazione tra scuola, servizi sanitari, enti locali e terzo settore, puntando a rafforzare la rete educativa territoriale e a prevenire dispersione scolastica e disagio giovanile. Un investimento sulla formazione degli adulti per accompagnare meglio la crescita delle nuove generazioni.