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11/03/2026 06:00:00

Debiti, paura e silenzio: a Trapani zero denunce per usura

A Trapani l’usura quasi non esiste. Almeno questo raccontano i numeri. Nel 2025 non risulta neppure una denuncia, i procedimenti sono pochi, le istanze presentate per ottenere i benefici previsti dalla legge sono limitate. Eppure magistrati e forze dell’ordine invitano a leggere quei dati con prudenza. Il fenomeno non è scomparso, ha cambiato forma: meno minacce plateali, incendi o intimidazioni dirette, più rapporti opachi, prestiti “amichevoli” che diventano catene di debiti, richieste indirette che possono trasformarsi in imposizioni economiche o in rapporti di dipendenza.

 

È questo il senso dell’incontro che si è svolto il 10 marzo nel Salone di rappresentanza della Prefettura di Trapani, dove è stato presentato il Vademecum antiusura, elaborato nell’ambito del protocollo d’intesa firmato il 5 giugno 2024 tra Prefettura e Abi Sicilia per prevenire il ricorso al credito illegale e rafforzare la rete di tutela per chi decide di denunciare.

 

All’incontro, al quale hanno preso parte autorità civili e militari e tutti i firmatari del protocollo, sono intervenuti il prefetto Daniela Lupo, il questore di Trapani Giuseppe Maria Peritore, la presidente del Tribunale di Trapani Alessandra Camassa, il sostituto procuratore della Repubblica Antonella Trainito, il presidente del Tribunale di Marsala Alfonso Malato, il sostituto procuratore della Repubblica di Marsala Piscitello, la Commissaria straordinaria del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Maria Grazia Nicolò e il segretario della Commissione regionale Abi X Y.

 

Nicolò: senza denuncia lo Stato non può intervenire

Il quadro nazionale è stato illustrato dalla commissaria straordinaria Maria Grazia Nicolò, che ha ricordato come il sistema di tutela si fondi sulle leggi 108 del 1996 e 44 del 1999, costruite sui pilastri di contrasto, prevenzione e solidarietà.

«Non si può accedere al fondo se non si denuncia e ci si costituisce parte offesa nel procedimento penale», spiega Nicolò, sottolineando che senza questo passaggio lo Stato non può attivare le tutele economiche previste.

 

Quest’anno lo Stato ha stanziato poco più di 15 milioni di euro per sostenere le vittime. «I fondi ci sono, ma diminuiscono le istanze perché diminuiscono le denunce», afferma la commissaria, spiegando che oggi il fenomeno assume forme più difficili da individuare.

«A differenza dell’estorsione, nell’usura spesso è la vittima stessa che cerca chi presta denaro», dice Nicolò, descrivendo una dinamica sempre più frequente quando un imprenditore o un commerciante non riesce a ottenere credito dai canali legali.

 

Il Vademecum: come riconoscere e denunciare l’usura

Il Vademecum antiusura nasce proprio per aiutare chi si trova in difficoltà a orientarsi tra norme e strumenti di tutela. Il documento spiega come riconoscere i segnali del fenomeno, a chi rivolgersi, quali documenti conservare e quali procedure attivare per ottenere il sostegno previsto dallo Stato.

Tra le misure previste c’è anche la possibilità di ottenere la sospensione dei termini relativi ad adempimenti amministrativi, fiscali ed esecutivi, prevista dall’articolo 20 della legge 44 del 1999, una tutela importante per chi decide di denunciare.

 

Il prefetto Lupo: i numeri non raccontano tutto

Il prefetto Daniela Lupo ha illustrato i dati delle pratiche trattate dalla Prefettura: tre nel 2025, sette nel 2024 e undici nel 2023. Tutte esitate, ma nel 2025 solo una è stata ammessa all’erogazione del beneficio.

«Se ci limitiamo al numero delle denunce o delle istanze presentate non rendiamo statisticamente l’idea del fenomeno», osserva il prefetto Lupo, spiegando che i dati ufficiali non bastano a fotografare la realtà.

«Dobbiamo lavorare tutti perché le persone siano sempre più informate e presentino le istanze nei tempi e con le modalità previste», aggiunge, sottolineando il ruolo della rete tra istituzioni, banche e associazioni.

 

Abi: prevenzione e educazione finanziaria

Il segretario della Commissione regionale Abi ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni e sistema bancario.

«Il vademecum è una guida utile per comprendere il fenomeno e conoscere i meccanismi che possono aiutare famiglie e imprese in difficoltà», spiega, evidenziando come il documento serva anche a diffondere educazione finanziaria e a prevenire il ricorso al credito illegale.

 

Il questore Peritore: poche denunce ma attenzione alta

Dal punto di vista delle forze di polizia, il questore Giuseppe Maria Peritore ha fornito i dati sulle denunce.

Nel 2025 non è stata registrata alcuna denuncia per usura, mentre per l’estorsione si segnalano tre casi riconducibili al fenomeno del racket.

«Nel 2025 non abbiamo avuto nessuna denuncia per usura», dice Peritore, spiegando però che questo dato non significa che il fenomeno non esista.

 

I magistrati: fenomeno sommerso e difficile da provare

Anche la magistratura ha evidenziato la difficoltà di far emergere il reato. La presidente del Tribunale Alessandra Camassa ha spiegato che attualmente ci sono due procedimenti per usura in fase di indagini preliminari e nessun processo a dibattimento.

«Per dichiarare l’usura è necessario un calcolo preciso della decorrenza e degli interessi», spiega Camassa, ricordando che senza prove tecniche è difficile arrivare a una condanna.

 

Il sostituto procuratore Antonella Trainito ha raccontato episodi che mostrano quanto la spirale dell’usura possa diventare devastante.

«L’usura è un fenomeno celato e sommerso», afferma Trainito, ricordando il caso di un imprenditore di 76 anni che, schiacciato dai debiti, arrivò a tentare il suicidio. Solo grazie alle indagini della polizia giudiziaria e alle verifiche bancarie è stato possibile ricostruire i tassi applicati e intervenire.

In un altro caso un imprenditore per nove anni ha continuato a pagare interessi sempre più alti a una persona di fiducia che si era trasformata in usuraio. «Quando ha capito che stava per perdere la casa ha trovato il coraggio di chiedere aiuto», racconta la magistrata. Gli interessi applicati avevano raggiunto il 294 per cento.

 

Nel circondario di Marsala, ha spiegato il presidente del Tribunale Alfonso Malato, dal 1° gennaio 2021 a oggi i fascicoli per usura sono stati nove, sette dei quali archiviati, senza processi pendenti.

«Il numero reale dei casi di usura è molto superiore a quanto emerge a livello processuale», afferma Malato.

 

Perché il Vademecum è importante

Il punto su cui tutti gli interventi hanno insistito è proprio questo: il fenomeno è difficile da dimostrare perché spesso manca la prova.

«Molti procedimenti finiscono archiviati perché non si riesce a ricostruire il dare e avere tra vittima e usuraio», spiega la magistratura, evidenziando come la mancanza di tracciabilità dei pagamenti renda complicato dimostrare il reato.

 

Il Vademecum serve proprio a questo: spiegare alle vittime che cosa annotare, quali prove conservare, come ricostruire il rapporto economico con chi presta denaro.

Senza questi elementi, anche quando la vittima trova il coraggio di denunciare, il rischio è di non riuscire a dimostrare l’usura. Per questo il documento è stato definito da magistrati e istituzioni uno strumento concreto per far emergere il fenomeno e aiutare chi decide di rivolgersi allo Stato.

 

Vademecum antiusura by Anna Restivo 

 

 



Antiracket | 2026-03-11 06:00:00
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