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11/03/2026 22:40:00

Comuni siciliani in crisi finanziaria, l’allarme della Corte dei Conti

La situazione dei conti degli enti locali siciliani resta tra le più critiche d’Italia. A confermarlo è la nuova Relazione al Parlamento sui comuni in situazione di crisi finanziaria diffusa dalla Corte dei Conti, che fotografa un quadro preoccupante e rilancia la necessità di una riforma complessiva del sistema di finanza locale.

Nel documento si evidenzia come l’attuale assetto normativo non sia più adeguato a gestire le difficoltà economiche degli enti locali e richieda interventi strutturali. Dal 2012, infatti, in Italia si registrano mediamente circa 60 nuovi casi di dissesto all’anno, con una distribuzione territoriale molto sbilanciata.

Le situazioni più critiche si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno, in particolare in Sicilia, Calabria e Campania.

 

L’analisi di Anci Sicilia

Sulla relazione interviene Anci Sicilia, che parla di un sistema sotto forte pressione da anni. Secondo l’associazione dei comuni dell’Isola, circa un terzo degli enti locali siciliani è coinvolto in procedure di dissesto o di riequilibrio finanziario. A questo si aggiunge il numero significativo di amministrazioni che riescono ad approvare bilanci e strumenti finanziari con forte ritardo.

Una condizione che restituisce, secondo Anci, l’immagine di un sistema amministrativo che fatica a reggere il peso delle difficoltà economiche.

 

Le peculiarità della Sicilia

L’associazione sottolinea anche come la situazione siciliana presenti caratteristiche specifiche rispetto ad altre regioni.

Tra i fattori che incidono maggiormente c’è il mancato allineamento tra normativa nazionale e regionale in materia di enti locali, un nodo che da anni crea difficoltà operative e amministrative.

A pesare è anche il tema delle risorse statali. Secondo Anci Sicilia, infatti, i comuni dell’Isola ricevono trasferimenti inferiori rispetto a quelli previsti dai meccanismi di perequazione costituzionale.

 

Il nodo dei trasferimenti statali

La carenza di fondi è stata quantificata dall’associazione in circa 200 milioni di euro all’anno di minori trasferimenti. Una mancanza strutturale di risorse che contribuisce ad aggravare la situazione dei bilanci comunali e rende più difficile per molti enti garantire servizi e stabilità finanziaria.

 

La richiesta di nuovi strumenti

Per il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta, l’attuale sistema non è più sufficiente per affrontare le crisi finanziarie dei comuni.

«Gli attuali strumenti finanziari e normativi – afferma – non sono più idonei per affrontare in maniera efficace le crisi degli enti locali».

Da qui la richiesta di nuovi strumenti finanziari e normativi e di una riforma complessiva che consenta ai comuni siciliani di affrontare con maggiore solidità le difficoltà dei bilanci pubblici.