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11/03/2026 13:00:00

Lavori pubblici: per CNA il prezzario senza adeguamenti mette in crisi le imprese

 La proroga del Prezzario unico regionale dei lavori pubblici fino al 31 dicembre 2026, senza alcun aggiornamento dei prezzi, preoccupa le imprese del settore. A lanciare l’allarme è la CNA Costruzioni Sicilia, che parla di una decisione “incomprensibile” da parte della Regione.

Secondo l’associazione di categoria, mantenere invariati i prezzi di riferimento per gli appalti pubblici significa non tenere conto dell’andamento reale del mercato negli ultimi due anni.

 

“Dal 2024 a oggi abbiamo assistito a un costante aumento dei prezzi delle materie prime e dei materiali da costruzione”, sottolinea CNA Costruzioni Sicilia. Una dinamica che ha già messo in difficoltà molte imprese, alle prese con margini sempre più ridotti e con crescenti problemi di programmazione.

A incidere sui costi sono anche le tensioni internazionali legate al conflitto in Iran. L’instabilità nell’area mediorientale sta spingendo al rialzo il prezzo del petrolio, con effetti diretti sui cantieri: dal carburante per i mezzi fino all’asfalto. Secondo gli operatori del settore, l’aumento dei costi energetici rischia di generare ulteriori rincari a cascata lungo tutta la filiera dei materiali da costruzione.

 

C’è poi il nodo del costo del lavoro. Nel 2025 è scattato il primo adeguamento salariale per i lavoratori del settore edile e un secondo incremento è previsto per marzo 2026. “Aumentano i costi del lavoro, aumentano i materiali, ma i prezzi di riferimento restano fermi. È una contraddizione che rischia di paralizzare gli appalti”, osserva la CNA.

“Non si può pensare di costruire opere pubbliche con prezzi bloccati da due anni – afferma Salvatore Antonio Cannavò, presidente di CNA Costruzioni Sicilia –. Il rischio concreto è che le imprese non partecipino più ai bandi o lo facciano in perdita, con conseguenze sulla qualità dei lavori e sulla tenuta del sistema”.

 

Sulla stessa linea Maurizio Merlino, coordinatore regionale di CNA Costruzioni Sicilia: “Il principale strumento di riferimento per gli appalti pubblici non può restare ancorato a dati superati. La proroga senza adeguamento è un errore tecnico e politico. Serve convocare la Commissione per un aggiornamento straordinario del Prezzario”.

L’associazione annuncia infine la richiesta di un incontro urgente con l’assessore regionale alle Infrastrutture e con i vertici del Dipartimento tecnico per discutere le criticità e chiedere la revisione dei prezzi. Una partita che riguarda direttamente il futuro dei cantieri pubblici in Sicilia e la sostenibilità economica per centinaia di imprese del settore.