La proroga del Prezzario unico regionale dei lavori pubblici fino al 31 dicembre 2026, senza alcun aggiornamento dei prezzi, preoccupa le imprese del settore. A lanciare l’allarme è la CNA Costruzioni Sicilia, che parla di una decisione “incomprensibile” da parte della Regione.
Secondo l’associazione di categoria, mantenere invariati i prezzi di riferimento per gli appalti pubblici significa non tenere conto dell’andamento reale del mercato negli ultimi due anni.
“Dal 2024 a oggi abbiamo assistito a un costante aumento dei prezzi delle materie prime e dei materiali da costruzione”, sottolinea CNA Costruzioni Sicilia. Una dinamica che ha già messo in difficoltà molte imprese, alle prese con margini sempre più ridotti e con crescenti problemi di programmazione.
A incidere sui costi sono anche le tensioni internazionali legate al conflitto in Iran. L’instabilità nell’area mediorientale sta spingendo al rialzo il prezzo del petrolio, con effetti diretti sui cantieri: dal carburante per i mezzi fino all’asfalto. Secondo gli operatori del settore, l’aumento dei costi energetici rischia di generare ulteriori rincari a cascata lungo tutta la filiera dei materiali da costruzione.
C’è poi il nodo del costo del lavoro. Nel 2025 è scattato il primo adeguamento salariale per i lavoratori del settore edile e un secondo incremento è previsto per marzo 2026. “Aumentano i costi del lavoro, aumentano i materiali, ma i prezzi di riferimento restano fermi. È una contraddizione che rischia di paralizzare gli appalti”, osserva la CNA.
“Non si può pensare di costruire opere pubbliche con prezzi bloccati da due anni – afferma Salvatore Antonio Cannavò, presidente di CNA Costruzioni Sicilia –. Il rischio concreto è che le imprese non partecipino più ai bandi o lo facciano in perdita, con conseguenze sulla qualità dei lavori e sulla tenuta del sistema”.
Sulla stessa linea Maurizio Merlino, coordinatore regionale di CNA Costruzioni Sicilia: “Il principale strumento di riferimento per gli appalti pubblici non può restare ancorato a dati superati. La proroga senza adeguamento è un errore tecnico e politico. Serve convocare la Commissione per un aggiornamento straordinario del Prezzario”.
L’associazione annuncia infine la richiesta di un incontro urgente con l’assessore regionale alle Infrastrutture e con i vertici del Dipartimento tecnico per discutere le criticità e chiedere la revisione dei prezzi. Una partita che riguarda direttamente il futuro dei cantieri pubblici in Sicilia e la sostenibilità economica per centinaia di imprese del settore.