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05/06/2026 06:00:00

Gal Elimos, otto sindaci presentano esposto in Procura. Nel mirino Furco, incarichi e conflitti di interesse

Nuovo capitolo nella vicenda del Gal Elimos. Dopo l’esposto alla Regione, l’interrogazione parlamentare del deputato regionale Dario Safina e la nota dell’ANAC sui possibili conflitti di interesse, adesso alcuni sindaci soci del Gal hanno presentato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Trapani.

 

A firmare l’atto sono i sindaci di Buseto Palizzolo, Calatafimi Segesta, Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Paceco, San Vito Lo Capo e Trapani. Chiedono alla magistratura di valutare l’eventuale sussistenza di ipotesi di reato connesse alla gestione della società consortile.

 

Il cuore dell’esposto riguarda ancora una volta la posizione del presidente Liborio Furco. Secondo i sindaci, dal verbale dell’assemblea del 4 maggio 2023 e dalla documentazione contrattuale emergerebbe il conferimento, da parte del vicepresidente Giuseppe Riservato, di un incarico retribuito allo stesso Furco, presidente pro tempore del Gal. L’incarico riguarda il coordinamento delle attività relative ai servizi territoriali aggiuntivi, i cosiddetti servizi extra PAL.

 

L’incarico, si legge nell’esposto, sarebbe stato discusso già l’11 luglio 2019 e poi conferito, con successiva sottoposizione all’assemblea dei soci il 4 maggio 2023, ai fini della proroga per ulteriori tre anni. I sindaci contestano l’assenza di una chiara separazione tra soggetto conferente e soggetto beneficiario e ipotizzano possibili profili di conflitto di interessi. Segnalano inoltre che non risulterebbero procedure comparative né evidenze pubbliche idonee a giustificare la scelta del soggetto incaricato.

 

Un altro punto riguarda le modalità con cui la decisione sarebbe stata assunta: secondo l’esposto, la proroga dell’incarico sarebbe stata trattata in assemblea nell’ambito delle “varie ed eventuali”, senza preventiva iscrizione all’ordine del giorno. I sindaci aggiungono che, a seguito di un parere legale sulla proroga, sarebbero stati evidenziati profili di illegittimità, ma non sarebbe stato adottato alcun formale provvedimento di annullamento o revoca in autotutela. Si sarebbe proceduto, invece, a una sospensione ritenuta priva di chiari effetti giuridici.

 

L’esposto richiama anche il finanziamento dell’incarico, che sarebbe stato sostenuto attraverso un contributo economico aggiuntivo richiesto ai Comuni soci: 2.500 euro ciascuno, oltre alle quote ordinarie già versate.

 

C’è poi il capitolo Horizon. I sindaci segnalano che, nell’ambito del progetto INCULTUM – Visiting the margins: Innovative Cultural Tourism in European peripheries, finanziato dal programma Horizon 2020, il Gal avrebbe conferito un incarico alla dottoressa Gaia Lupo, indicata nell’esposto come coniuge o compagna del presidente Furco. 

 

L’incarico avrebbe riguardato attività di coordinamento degli incontri con stakeholder pubblici e privati, definizione delle strategie di valorizzazione turistica degli itinerari, partecipazione agli incontri con i partner di progetto e predisposizione di report e relazioni.

 

Nel contratto, secondo quanto riportato dai sindaci, sarebbe previsto che la collaboratrice presti la propria attività “volontariamente, spontaneamente e gratuitamente”, salvo il rimborso delle spese sostenute e documentate. Una formula che, per i firmatari dell’esposto, porrebbe ulteriori interrogativi, considerata la natura strutturata, continuativa e qualificata delle attività affidate.

 

La vicenda, ricordano i sindaci, è già stata segnalata all’ANAC, l’Autorità nazionale anticorruzione, che con una propria nota ha evidenziato la possibile sussistenza di una situazione di conflitto di interessi, richiamando l’articolo 6-bis della legge 241 del 1990 e il Dpr 62 del 2013. L’Autorità ha invitato il Gal a verificare l’adempimento degli obblighi dichiarativi, il rispetto dell’obbligo di astensione e la compatibilità tra i ruoli ricoperti.

 

Nell’esposto viene infine richiamata un’altra circostanza: Furco risulterebbe socio della società Nuova Direzione, operante – secondo i sindaci – nello stesso settore di attività del Gal. Anche questo elemento viene indicato come possibile profilo di criticità.

 

Il documento torna poi su alcuni aspetti già emersi nelle scorse settimane: decisioni di rilievo assunte nell’ambito delle “varie ed eventuali”, mancata approvazione sistematica dei verbali delle sedute precedenti, rischio di compromissione della tracciabilità delle decisioni e della corretta rappresentazione delle attività svolte.

 

La denuncia-querela chiede alla Procura di valutare i fatti esposti e di procedere nei confronti degli eventuali responsabili per i reati che saranno ravvisati. I sindaci si riservano anche la costituzione di parte civile e chiedono di essere informati in caso di eventuale richiesta di archiviazione.

 

La vicenda del Gal Elimos, dunque, si sposta adesso anche sul piano giudiziario. Nei mesi scorsi Tp24 aveva ricostruito le tensioni interne all’ente, il peso dei privati nella compagine sociale, le contestazioni sul rinnovo degli organi direttivi, le polemiche sull’incarico a Furco e le repliche del Gal, che ha sempre respinto ogni accusa, rivendicando la piena correttezza della propria gestione.

 

Nel frattempo, l’assemblea del Gal si è riunita il 18 marzo e ha rinnovato il Consiglio di amministrazione, confermando Furco alla guida dell’ente. Ora, però, dopo Regione e ANAC, sarà la Procura di Trapani a valutare se nelle contestazioni dei sindaci vi siano profili penalmente rilevanti.