Gal Elimos nella tempesta: esposto dei Sindaci, interrogazione all'Ars
La vicenda del GAL Elimos si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le polemiche e il duro botta e risposta con la redazione di Tp24, otto sindaci del territorio hanno presentato un esposto formale alla Regione Siciliana chiedendo l’attivazione immediata di verifiche ispettive sulla gestione dell’ente.
L’atto è stato inviato all’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea. A firmarlo sono i primi cittadini dei comuni di Buseto Palizzolo, Calatafimi Segesta, Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Paceco, San Vito Lo Capo e Trapani, tutti soci del Gal.
I sindaci chiedono alla Regione di verificare una serie di criticità che — secondo quanto sostengono — metterebbero a rischio il rispetto del metodo Leader, il modello di governance partecipata che regola la gestione dei fondi europei per lo sviluppo rurale, in particolare quelli del programma Feasr.
Le criticità segnalate dai sindaci
Nel documento inviato alla Regione i sindaci parlano apertamente di criticità nella governance del Gal Elimos.
Il primo punto riguarda lo sbilanciamento tra pubblico e privato. Nonostante rappresentino intere comunità locali, i Comuni detengono ciascuno una quota di capitale sociale pari a circa il 3%, che non consentirebbe loro — secondo i firmatari dell’esposto — di incidere realmente sulle scelte strategiche dell’ente. Al contrario, alcuni soggetti privati disporrebbero di blocchi di quote superiori all’8%, con un peso decisionale molto più rilevante.
Un altro elemento contestato riguarda le nomine e gli incarichi interni. I sindaci segnalano in particolare l’affidamento dell’incarico di coordinatore delle attività extra-PAL al presidente pro tempore del Gal, ritenuto un elemento di forte anomalia, anche per il fatto che il relativo costo sarebbe stato richiesto esclusivamente ai soci pubblici.
Nel documento viene inoltre contestata l’esclusione di alcuni Comuni dall’accesso ai benefici della sottomisura 19.2, relativa al Piano di azione locale “Terre degli Elimi 2022”, nonostante — sostengono i sindaci — tali enti fossero stati originariamente inclusi nel decreto di finanziamento.
Tra le criticità segnalate figura anche quella che viene definita opacità amministrativa, con riferimento alla mancata approvazione sistematica dei verbali e alla presenza di decisioni rilevanti inserite tra le “varie ed eventuali” senza preventiva iscrizione all’ordine del giorno.
Il nodo del rinnovo del Consiglio di amministrazione
L’esposto dei sindaci arriva alla vigilia di un passaggio delicato per la governance dell’ente. Il 18 marzo 2026 è infatti convocata l’assemblea dei soci per il rinnovo del Consiglio di amministrazione.
Secondo i firmatari del documento, però, gli enti locali si troverebbero nell’impossibilità di presentare liste alternative a causa di una norma regolamentare che richiederebbe il possesso di almeno il 25% del capitale sociale per la presentazione delle candidature.
Una soglia che — sostengono gli otto sindaci — sarebbe irraggiungibile anche agendo congiuntamente, considerando il peso limitato delle quote detenute dai singoli Comuni.
Le richieste alla Regione
Alla luce di queste contestazioni, i sindaci chiedono all’Assessorato regionale di attivare un’ispezione amministrativo-contabile presso il Gal Elimos per verificare la correttezza della gestione e la permanenza dei requisiti necessari per la gestione dei fondi europei.
Nel documento viene inoltre sollecitata, in via cautelativa, la valutazione di una possibile sospensione dell’erogazione dei fondi qualora venissero accertate violazioni del metodo Leader o dei principi di corretta governance.
«È necessario garantire che le risorse europee siano gestite con la massima trasparenza e proporzionalità – si legge nell’esposto – tutelando l’autonomia degli enti locali quali componenti strutturali del partenariato rappresentativo del territorio».
La partita, dunque, si sposta ora sul piano regionale, dove l’assessorato dovrà valutare se aprire un’attività ispettiva su uno dei Gal più importanti della Sicilia occidentale.
L’articolo metteva in evidenza diversi punti critici: la scarsa trasparenza di alcune sezioni del sito istituzionale, la distribuzione delle quote sociali emersa dalla visura camerale, il peso relativamente limitato dei Comuni all’interno della compagine societaria e alcune segnalazioni arrivate alla redazione su regole elettorali ritenute poco chiare in vista dell’assemblea per il rinnovo del Consiglio di amministrazione.
Un passaggio particolarmente discusso riguardava inoltre l’incarico professionale affidato al presidente del Gal, Liborio Furco, per il coordinamento di attività territoriali extra-PAL, incarico formalizzato con un contratto triennale. L’inchiesta sollevava interrogativi soprattutto sul piano dell’opportunità e della separazione dei ruoli, trattandosi di un incarico conferito mentre Furco ricopriva già la carica di presidente dell’ente.
Dopo la pubblicazione dell’articolo è arrivata una replica molto dura del Gal Elymos, contenuta in una nota ufficiale di sette pagine approvata dal Consiglio di amministrazione. Nel documento il Gal respinge tutte le contestazioni, definendo l’inchiesta una ricostruzione basata su informazioni inesatte e accusando Tp24 di aver contribuito ad alimentare polemiche strumentali e tentativi di delegittimazione dell’ente.
La nota difende l’operato del Gal e del suo presidente, rivendicando una gestione definita trasparente e pienamente conforme alle norme e sottolineando che l’incarico professionale contestato sarebbe stato deliberato all’unanimità dagli organi societari e supportato da pareri legali sulla sua legittimità.
Con l’esposto presentato dagli otto sindaci alla Regione, la vicenda compie ora un ulteriore passo avanti e si sposta sul piano istituzionale. Sarà infatti l’Assessorato regionale dell’Agricoltura a valutare se avviare verifiche ispettive sulla gestione del Gal Elymos.
L’interrogazione all’Ars del deputato Safina
Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina, che ha presentato un’interrogazione parlamentare all’Assessorato regionale dell’Agricoltura chiedendo verifiche sulla gestione del GAL Elimos. Safina richiama esplicitamente l’esposto firmato dagli otto sindaci e invita la Regione ad accertare eventuali criticità nella governance dell’ente. «Quando otto sindaci dello stesso territorio sentono il bisogno di rivolgersi formalmente alla Regione – afferma – la politica ha il dovere di ascoltare e di agire». Nel mirino del parlamentare ci sono in particolare gli equilibri tra componente pubblica e privata all’interno del Gal: secondo Safina, il fatto che i Comuni detengano quote sociali intorno al 3% ciascuno mentre alcuni soggetti privati superano l’8% rischierebbe di determinare «uno squilibrio decisionale difficilmente conciliabile con la natura dei Gal, nati per valorizzare la partecipazione dei territori». Nell’interrogazione vengono inoltre richiamate alcune segnalazioni sulla gestione amministrativa dell’ente, dalla presunta carenza di informazioni ai soci prima delle assemblee fino alle modalità di conferimento degli incarichi. «Non si tratta di alimentare polemiche – conclude Safina – ma di garantire trasparenza e corretto utilizzo di risorse pubbliche europee, assicurando che i Gal operino nel rispetto dell’equilibrio tra pubblico e privato e nell’interesse delle comunità locali».
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