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11/03/2026 06:00:00

Tra slogan e realtà. Marsala dentro la bolla elettorale

In questa campagna elettorale che ci accompagnerà fino a maggio, i cittadini hanno il gravoso compito di districarsi tra la situazione reale della città e quella raccontata dai vari candidati.

La città ha a che fare con slogan, promesse, strategie politiche e calcoli sulle liste. Chi sale e chi scende. Chi ce la farà e chi resterà a casa.

 

È la città dei post sui social, delle dichiarazioni studiate e delle alleanze più o meno ufficiali. Una città dove tutto sembra sempre sul punto di cambiare. E la parola più abusata è proprio “cambiamento”. Ma rispetto a cosa? A chi?

Pochi entrano nel merito delle questioni. Raramente si spiega come le cose dovrebbero essere realizzate, con quali tempistiche e, soprattutto, con quali risorse. È tutto molto generico. Si chiede fiducia.

 

Poi c’è la città che i cittadini vivono ogni giorno. Ed è molto meno patinata. È la città delle strade dissestate, dei servizi che funzionano a singhiozzo, delle periferie che chiedono attenzione, dei problemi quotidiani.

Perché i candidati sindaco non spiegano, adesso, come interverrebbero sul manto stradale? Perché non affrontano la questione del Piano rifiuti, che è in proroga e su cui il prossimo sindaco dovrà intervenire?

 

E no, non è come è stato detto domenica scorsa dalla candidata sindaca Giulia Adamo: Marsala non conferisce a Bellolampo. L’indifferenziato (circa il 20% delle 35 mila tonnellate annue prodotte, quindi circa 7 mila tonnellate) viene conferito a Trapani Servizi, nella discarica di Borranea, dove è sottoposto a ulteriore trattamento meccanico-biologico (TMB).

L’organico, invece, viene conferito per il 50% all’impianto SNAM per la produzione di biogas e per il restante 50% alla D’Angelo Srl.

L’ulteriore frazione indifferenziata prodotta dal trattamento viene trasferita a Catania e da lì avviata agli impianti di termovalorizzazione sul territorio nazionale oppure smaltita in discarica sempre nel Catanese.

I cittadini, però, differenziano bene: l’80% dei rifiuti è raccolto in modo differenziato. Un dato che rende la città virtuosa, almeno su questo fronte.

 

Ascolto: la città fuori dalla bolla elettorale

Marsala resta intanto la città di chi al mattino esce di casa e non pensa agli equilibri politici, ma a come far funzionare la propria giornata.

Mentre la politica discute di candidature, liste e posizionamenti, c’è una parte della città che resta sullo sfondo. Non perché non esista, ma perché spesso non trova spazio nel racconto della competizione elettorale.

Eppure è proprio da lì che dovrebbe partire qualsiasi campagna elettorale seria: dall’ascolto.

 

I quattro candidati assicurano di ascoltare tutti. Ma cosa significa davvero ascoltare? Significa uscire dalle stanze, comode, della politica e confrontarsi con i problemi reali. Significa capire cosa funziona e cosa no, senza il filtro delle convenienze elettorali. Significa riconoscere che la città non è un palcoscenico su cui recitare una parte.

Perché, se qualcuno non se ne fosse accorto, la politica – dei quattro schieramenti in campo – spesso sta parlando soprattutto a se stessa.

La verità è che la città non vive dentro la bolla della campagna elettorale.

 

La liturgia di questi mesi sarà la solita: annunci, programmi, promesse, foto, dichiarazioni. Tutto sembrerà urgente, decisivo, fondamentale.

 

Ma i cittadini – non tutti hanno memoria corta – ricordano chi ha parlato e chi ha agito. Ricordano chi è comparso solo quando si avvicinavano le elezioni e chi, invece, c’era anche quando non c’erano voti da raccogliere.

E alla fine, quando i manifesti saranno tolti e i microfoni si spegneranno, resterà una domanda. Semplice. Brutale. Inevitabile: chi ha davvero provato a capire questa città e chi si è limitato a usarla come sfondo per la propria campagna elettorale?