A due mesi dall’esclusione della Trapani Shark dal campionato di Serie A di basket, resta aperta la questione dei rimborsi per i 3.287 tifosi che avevano sottoscritto l’abbonamento stagionale. Una vicenda che, oltre alla delusione sportiva per la fine anticipata del campionato, sta creando anche un problema economico per molti sostenitori granata.
La situazione degli abbonati è oggi molto diversa a seconda della modalità di pagamento scelta al momento dell’acquisto della tessera.
Per chi aveva deciso di pagare l’abbonamento a rate tramite la finanziaria Compass, si è aperta una possibilità di recuperare almeno una parte della somma versata. L’istituto di credito, infatti, starebbe riconoscendo che l’abbonamento non è stato utilizzato per l’intera stagione e, considerando che l’esclusione dal campionato è arrivata a metà torneo, avrebbe fissato un rimborso pari a circa il 50% del valore. In alcuni casi, dopo la presentazione di una diffida, è stato possibile bloccare le rate ancora da pagare o ottenere una restituzione parziale.
Diversa invece la posizione della società. Il club trapanese sostiene di non avere responsabilità dirette nell’esclusione dal campionato e richiama le controversie ancora aperte con la Federazione Italiana Pallacanestro. In base alle clausole previste nei contratti di abbonamento, la società ritiene di non dover procedere con rimborsi per le partite non disputate quando la decisione deriva da provvedimenti delle autorità sportive.
Il risultato è una situazione paradossale. Due abbonati che avevano acquistato un posto al palazzetto oggi si trovano in condizioni completamente diverse: chi ha scelto la rateizzazione tramite finanziaria potrebbe ottenere un rimborso, mentre chi ha pagato subito l’intero importo rischia di non ricevere nulla.