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16/03/2026 22:30:00

Crisi in Medio Oriente, crolla l’export da Trapani: -60% nel 2025

La crisi geopolitica in Medio Oriente si riflette anche sull’economia della provincia di Trapani. Nel 2025 le esportazioni verso i Paesi dell’area hanno registrato un crollo del 60,2 per cento rispetto all’anno precedente, uno dei dati più pesanti tra le province siciliane.

È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato sul commercio con i mercati mediorientali, che evidenzia come l’instabilità internazionale e la volatilità dei prezzi dell’energia stiano incidendo sempre più sulle imprese esportatrici dell’Isola.

 

Nel complesso, nel 2025 l’export della Sicilia verso il Medio Oriente ha raggiunto i 481 milioni di euro, ma con una flessione del 25,3 per cento rispetto al 2024. Un calo significativo che riflette un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, rincari energetici e incertezza della domanda globale.

All’interno della regione, la provincia con il maggiore volume di esportazioni verso quest’area resta Siracusa, con 369 milioni di euro, anche se in diminuzione del 26,1 per cento. Seguono Catania con 40 milioni di euro (-10,3 per cento) e Messina con 25 milioni (-13,1 per cento).

 

Tra le altre province siciliane emergono andamenti molto diversi. Palermo registra una crescita significativa con 13 milioni di euro di export e un aumento del 42,5 per cento, mentre Agrigento cresce del 20,5 per cento con 5 milioni. Ragusa segna un incremento più contenuto, pari al 4,6 per cento, con esportazioni per 14 milioni di euro.

Il quadro diventa invece più critico per altre aree dell’Isola. Oltre al forte calo di Trapani, si registrano flessioni molto marcate anche a Caltanissetta (-77 per cento) ed Enna, dove le esportazioni verso i mercati del Medio Oriente scendono sotto il milione di euro con una contrazione dell’81,8 per cento.

Nel complesso la Sicilia risulta meno esposta ai mercati del Medio Oriente rispetto alle principali regioni manifatturiere del Nord Italia. Tuttavia alcuni territori, in particolare la provincia di Siracusa, presentano una maggiore dipendenza dagli scambi commerciali con quest’area.

 

Secondo i vertici di Confartigianato Imprese Sicilia «il quadro internazionale, segnato dall’instabilità geopolitica e dalla volatilità dei prezzi dell’energia, impone grande attenzione per le imprese esportatrici». In un contesto in cui l’economia europea continua a risentire degli effetti dei rincari energetici e delle politiche monetarie restrittive degli ultimi anni, per il sistema produttivo siciliano diventa quindi strategico rafforzare la diversificazione dei mercati di sbocco e sostenere la competitività delle imprese sui mercati internazionali. Un passaggio ritenuto fondamentale per ridurre l’esposizione ai rischi legati alle crisi geopolitiche e garantire maggiore stabilità alle imprese dell’Isola.