Un bicchiere di vino, una conversazione informale e la possibilità di raccontarsi senza filtri.
Nella puntata dedicata all’ingegnere Orazio Amenta, RUP del Comune di Trapani, la chiacchierata si trasforma presto in un viaggio tra biografia personale, visione amministrativa e i grandi progetti che stanno cambiando il volto della città.
Il RUP che, sulla carta, è ingegnere aeronautico e aerospaziale, una formazione che nasce dal desiderio giovanile di lavorare fuori dalla Sicilia. Un progetto di vita che cambia negli anni Novanta, quando – nel clima segnato dalle stragi di Falcone e Borsellino – decide di restare e provare a dare un contributo alla propria terra.
Da qui parte il racconto di una carriera lunga oltre venticinque anni nel campo dei lavori pubblici e dell’urbanistica, un lavoro che Amenta descrive con entusiasmo quasi contagioso, definendolo “il mestiere più bello del mondo”, spiegando quanto sia gratificante vedere realizzate opere che incidono concretamente sulla vita delle persone. La soddisfazione più grande? “Passare per una strada con tuo figlio e dirgli: vedi quella cosa? Papà ha contribuito a farla”.
Nel corso della conversazione emergono anche alcuni passaggi della sua esperienza amministrativa, tra cui il periodo a Bagheria, dove fu avviato un programma di opere pubbliche da circa cento milioni di euro. Un impegno che racconta con orgoglio, ricordando quanto le infrastrutture possano trasformare un territorio nel lungo periodo.
La puntata tocca anche il tema della politica, esperienza che Amenta ha vissuto da protagonista a livello locale come segretario del Partito Democratico a Bagheria. Oggi, però, rivendica il proprio ruolo tecnico e indipendente: non è il dirigente del sindaco, ma il dirigente della città.
Una posizione che spesso lo porta a intervenire pubblicamente per spiegare progetti e decisioni, anche attraverso i social, con l’obiettivo di rendere più comprensibile il lavoro dell’amministrazione.
Il cuore della puntata è però dedicato alla Trapani che cambia, tra cantieri, riqualificazioni e nuove prospettive di sviluppo. Amenta parla della città come di una realtà in piena trasformazione, sottolineando come le opere pubbliche abbiano senso solo se inserite in una visione più ampia che tenga insieme infrastrutture, cultura e inclusione sociale.
Tra i progetti citati spicca “Il viaggio di Andromeda”, iniziativa legata alle cosiddette “casette rosa”, spazi pensati per giovani con disabilità. Il nome del progetto, racconta l’ingegnere, è stato scelto proprio dai ragazzi coinvolti, dopo ore di confronto, e rappresenta uno degli interventi più importanti realizzati a Trapani negli ultimi anni, perché mette al centro le persone e l’inclusione.
La conversazione si sofferma anche su altri interventi di riqualificazione urbana, come il recupero dell’ex mattatoio oggi utilizzato per attività formative, e su cantieri complessi come quello di Palazzo Lucatelli, esempio delle difficoltà e delle sfide che spesso accompagnano le opere pubbliche.
Non manca poi uno dei temi più discussi degli ultimi mesi: il progetto del BRT (Bus Rapid Transit), che ha acceso il dibattito tra cittadini e sui social. Amenta riconosce che probabilmente il progetto non è stato spiegato abbastanza, ma lo descrive come un passaggio necessario per cambiare il modello di mobilità della città e rendere il centro storico più vivibile. Un cambiamento che, ammette, richiede anche un’evoluzione culturale.
Tra aneddoti, riflessioni e momenti di ironia, la puntata offre quindi molto più di una semplice intervista: è il ritratto di un tecnico che vive il proprio lavoro con passione e che vede nelle opere pubbliche non solo cantieri e infrastrutture, ma strumenti per migliorare la vita delle comunità.
Una conversazione tecnica che si trasforma in un racconto coinvolgente sulla città, sui suoi progetti e sulle persone che lavorano dietro le quinte per realizzarli.
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