Marsala finisce su AD con la casa-studio dell’artista Giovanna Lentini
C’è una Marsala che ogni tanto si affaccia sulle riviste che contano. E lo fa senza clamore, con eleganza. È quella della casa-studio di Giovanna Lentini, protagonista di un reportage pubblicato da Architectural Digest, una delle testate più autorevoli al mondo nel campo dell’architettura e del design.
Un racconto che porta la firma di Ludovica Stevan e, per la parte fotografica, di Laura Crucitti, e che accende i riflettori su uno spazio creativo affacciato sul mare di Marsala, dove arte, luce e minimalismo si intrecciano in modo sorprendente.
Una casa che respira arte (e mare)
Non è solo una casa. Non è solo uno studio. È qualcosa che sta nel mezzo, e forse proprio per questo funziona.
L’appartamento, al piano terra di un edificio progettato nel 1965 dall’architetto Domenico Massimo Nuzzo, è stato trasformato in uno spazio essenziale e mutevole grazie al progetto firmato da Giuseppe Rizza.
Pareti bianche, luce che cambia continuamente, arredi iconici e opere in divenire: tutto contribuisce a creare un ambiente che non è mai uguale a sé stesso. Come “un tramonto alle saline dello Stagnone”, racconta l’artista.
Qui il vuoto non è assenza. È possibilità.
Il minimalismo come scelta (non come moda)
Dentro la casa convivono pezzi iconici del design internazionale e la pittura di Lentini, fatta di segni essenziali e cromie fluide.
Ci sono le sedute LC2 di Le Corbusier, la lampada Arco dei fratelli Achille Castiglioni, il tavolo Tulip di Eero Saarinen, le sedie colorate di Gaetano Pesce.
Ma nulla è esibito. Nulla è messo lì per stupire.
Gli oggetti dialogano con le opere, diventano strumenti, supporti, a volte perfino cavalletti improvvisati. È una casa che lavora insieme a chi la abita.
Una galleria domestica, senza confini
Il percorso dentro l’appartamento è pensato come una piccola galleria.
Il living è il cuore pulsante, dove la luce disegna geometrie sempre diverse. Il corridoio diventa spazio espositivo. La camera da letto mantiene lo stesso rigore: pochi elementi, scelti con precisione.
Anche qui torna l’idea centrale: togliere per vedere meglio.
Le opere — spesso dominate dal bianco — sembrano aprire varchi tra interno ed esterno, tra casa e paesaggio, tra vita e creazione.
Marsala sulle riviste che contano
C’è un aspetto che va oltre il design. E riguarda il territorio.
Il fatto che una casa-studio di Marsala finisca sulle pagine di AD non è solo una soddisfazione personale per l’artista. È anche un segnale: esiste una Sicilia contemporanea, colta, internazionale, capace di parlare un linguaggio universale senza perdere le proprie radici.
«Senza rosso non c’è vita», dice Lentini.
E forse è proprio questo il punto: dentro quel bianco rigoroso, dentro quel minimalismo così controllato, c’è comunque una tensione vitale fortissima.
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