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18/03/2026 22:06:00

"Perché da avvocato voterò No al referendum sulla giustizia"

In merito all’articolo dell’avv. Valerio Vartolo, professionista serio e preparato, sia consentito osservare che il punto maggiormente contestato dal fronte del NO non è la separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri che, di fatto, già esiste, quanto, piuttosto, il ragionevole rischio di un controllo della Politica sulla Magistratura.
Il fronte del NO non sostiene che tale controllo sia già attuabile con questa riforma, ma che essa crea le condizioni per l’introduzione del medesimo (qui la lettera dell'avvocato Valerio Vartolo).
 

Infatti è stato previsto che la parte la parte togata dei due C.S.M. e della Corte Disciplinare sia scelta per sorteggio fra i circa diecimila giudici e pubblici ministeri (caso unico nel mondo), mentre la parte laica sia eletta dal Parlamento e che poi dal relativo elenco siano sorteggiati i componenti. Ciò, intuitivamente, comporterà una diversità di opinioni e una mancanza di coesione fra giudici e pubblichi ministeri con la conseguenza di rendere successivamente necessario un coordinamento, un controllo, dei pubblici ministeri da parte del Ministero della Giustizia, come avviene in quasi tutti i paesi in cui le carriere sono separate.
 

Tale rischio è, peraltro, avvalorato dalle continue dichiarazioni della Meloni (“la riforma costituzionale della giustizia rappresenta la risposta più adeguata a una intollerabile invadenza nelle scelte politiche del governo”), di Nordio (“e chi controlla la magistratura? Non esiste un potere senza un controllo. È quello che noi cerchiamo di introdurre con la riforma costituzionale”), della capa di Gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi (“Votate SI e ci togliamo di mezzo la magistratura!”) e di tanti altri esponenti dell’attuale maggioranza parlamentare.
 

Ma è lecito chiedersi, chi tutelerà i cittadini, se questo controllo sarà attuato, dai reati di corruzione, di concussione, di peculato, di traffico di influenze illecite, di indebita destinazione di denaro o cose mobili, dal finanziamento illecito ai partiti, dalla frode pubblica, dai reati legati alla gestione del consenso?

 

Avv. Nino Alabiso