Gli effetti delle tensioni geopolitiche legate al conflitto con l’Iran iniziano a farsi sentire anche in provincia di Trapani, con ripercussioni dirette sul settore edile. A lanciare l’allarme è il presidente di Ance Trapani, Sandro Catalano, che segnala un aumento generalizzato dei costi lungo tutta la filiera delle costruzioni.
«Moltissime sono le segnalazioni che arrivano dalle imprese associate – spiega Catalano – e riguardano rincari dei materiali da costruzione. Non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche acciaio e altri materiali, oltre ai costi di trasporto».
A incidere sui prezzi sono soprattutto i rincari delle fonti energetiche: gasolio, gas ed energia elettrica, elementi fondamentali nei processi produttivi di materiali come ferro, acciaio, cemento, bitume e polietilene.
«Gli aumenti che stiamo subendo – precisa – si aggirano tra il 5% e l’8%, con picchi che arrivano fino al 20% per i prodotti da fornace, come laterizi e ceramiche».
Una situazione che rischia di avere conseguenze pesanti in un territorio dove molte imprese sono impegnate nei cantieri legati al Pnrr e devono rispettare scadenze stringenti.
«Al momento non abbiamo registrato un calo occupazionale – sottolinea il presidente di Ance Trapani – ma il problema potrebbe presentarsi a breve. Diverse imprese stanno iniziando a chiedere la sospensione dei lavori in attesa di un aggiornamento dei prezzi».
Sul fronte dei controlli, l’associazione ha già chiesto interventi per monitorare l’andamento dei costi, ma resta forte il timore di fenomeni speculativi.
«Abbiamo richiesto vigilanza – conclude Catalano – ma purtroppo le speculazioni arrivano puntuali. E quando ci sono scadenze da rispettare non si può aspettare che i prezzi si calmierino. Anche perché l’esperienza recente ci insegna che, una volta aumentati, difficilmente tornano indietro».