Selinunte, riemerge la porta narrata da Diodoro Siculo: la città antica torna a parlare
C’è un punto, tra le pietre di Selinunte, dove la storia smette di essere racconto e torna materia. Terra, cocci, tracce. E oggi anche una porta: quella descritta da Diodoro Siculo, tornata alla luce dopo oltre duemila anni.
È una scoperta che ha il sapore delle conferme attese da secoli. Non una semplice ipotesi archeologica, ma un tassello che combacia con le cronache dell’antichità: proprio da qui, dalla porta nord della città, nel 409 a.C. i cartaginesi sfondarono le difese, aprendo la strada alla distruzione di Selinunte.
La porta dell’assedio
Le fonti parlavano chiaro: l’attacco arrivò da nord. Ma finora mancava la prova concreta.
Adesso, dagli scavi condotti nell’area, emergono strutture murarie, livelli di crollo e materiali che raccontano esattamente quel momento. Tegole frantumate, tracce di distruzione, resti che indicano un collasso improvviso e violento.
È la fotografia di una città sotto assedio.
Gli scavi e la missione
La scoperta è stata presentata durante l’Open day del Parco archeologico, nell’ambito delle attività condotte insieme a CoopCulture.
A guidare le ricerche è il professor Carlo Zoppi dell’Università del Piemonte Orientale, con il coordinamento tecnico-scientifico e il coinvolgimento di studenti dell’Università di Palermo.
Un lavoro sul campo che unisce ricerca e formazione. E che continua a restituire risultati importanti.
Non solo mura: armi e vita quotidiana
Tra i reperti trovati non ci sono solo elementi architettonici.
Spuntano anche punte di freccia e oggetti legati alla difesa, insieme a utensili della vita quotidiana: anfore, lucerne, monete.
Segni che raccontano due storie insieme: quella della guerra e quella della vita che scorreva dentro le mura, fino all’arrivo dell’assedio.
Una scoperta che viene da lontano
In realtà, la “porta nord” non è una novità improvvisa.
L’area era già stata individuata circa vent’anni fa. Ma è solo con le indagini più recenti che si è arrivati alla conferma definitiva, grazie a un lavoro sistematico di scavo e analisi.
Ora l’obiettivo è chiaro: valorizzare il sito, renderlo fruibile e inserirlo nei percorsi di visita del parco.
Selinunte continua a sorprendere
Selinunte non smette di restituire pezzi della sua storia.
Ogni scavo è una pagina che si riapre. Ogni reperto è una domanda in meno e, allo stesso tempo, una nuova curiosità.
E questa volta la storia è potente: una porta, un assedio, una città che resiste e poi cade.
Ma soprattutto, una memoria che riaffiora. E che oggi possiamo vedere, finalmente, da vicino.
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