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21/03/2026 09:46:00

Selinunte, riemerge la porta narrata da Diodoro Siculo: la città antica torna a parlare

C’è un punto, tra le pietre di Selinunte, dove la storia smette di essere racconto e torna materia. Terra, cocci, tracce. E oggi anche una porta: quella descritta da Diodoro Siculo, tornata alla luce dopo oltre duemila anni.

È una scoperta che ha il sapore delle conferme attese da secoli. Non una semplice ipotesi archeologica, ma un tassello che combacia con le cronache dell’antichità: proprio da qui, dalla porta nord della città, nel 409 a.C. i cartaginesi sfondarono le difese, aprendo la strada alla distruzione di Selinunte.

 

La porta dell’assedio

 

Le fonti parlavano chiaro: l’attacco arrivò da nord. Ma finora mancava la prova concreta.

Adesso, dagli scavi condotti nell’area, emergono strutture murarie, livelli di crollo e materiali che raccontano esattamente quel momento. Tegole frantumate, tracce di distruzione, resti che indicano un collasso improvviso e violento.

È la fotografia di una città sotto assedio.

 

Gli scavi e la missione

 

La scoperta è stata presentata durante l’Open day del Parco archeologico, nell’ambito delle attività condotte insieme a CoopCulture.

A guidare le ricerche è il professor Carlo Zoppi dell’Università del Piemonte Orientale, con il coordinamento tecnico-scientifico e il coinvolgimento di studenti dell’Università di Palermo.

Un lavoro sul campo che unisce ricerca e formazione. E che continua a restituire risultati importanti.

 

 

Non solo mura: armi e vita quotidiana

 

Tra i reperti trovati non ci sono solo elementi architettonici.

Spuntano anche punte di freccia e oggetti legati alla difesa, insieme a utensili della vita quotidiana: anfore, lucerne, monete.

Segni che raccontano due storie insieme: quella della guerra e quella della vita che scorreva dentro le mura, fino all’arrivo dell’assedio.

 

Una scoperta che viene da lontano

 

In realtà, la “porta nord” non è una novità improvvisa.

L’area era già stata individuata circa vent’anni fa. Ma è solo con le indagini più recenti che si è arrivati alla conferma definitiva, grazie a un lavoro sistematico di scavo e analisi.

Ora l’obiettivo è chiaro: valorizzare il sito, renderlo fruibile e inserirlo nei percorsi di visita del parco.

 

Selinunte continua a sorprendere

 

Selinunte non smette di restituire pezzi della sua storia.

Ogni scavo è una pagina che si riapre. Ogni reperto è una domanda in meno e, allo stesso tempo, una nuova curiosità.

E questa volta la storia è potente: una porta, un assedio, una città che resiste e poi cade.

Ma soprattutto, una memoria che riaffiora. E che oggi possiamo vedere, finalmente, da vicino.