CiokoWine Fest 2026, gran finale ad Alcamo: oggi si chiude la quarta edizione
Si chiude oggi, 22 marzo, ad Alcamo il CiokoWine Fest 2026. Quattro giorni intensi che hanno trasformato il centro storico in un laboratorio a cielo aperto di sapori, idee e strategie per il futuro della Sicilia occidentale. Non solo degustazioni, ma un messaggio chiaro: il turismo può (e deve) diventare un motore stabile, tutto l’anno.
E se le piazze piene sono il segnale più visibile, dietro c’è qualcosa di più profondo: una visione.
Un festival che cresce e guarda oltre
La quarta edizione del CiokoWine Fest ha preso il via nei giorni scorsi in Piazza Ciullo, cuore pulsante della manifestazione, estendendosi tra il Castello dei Conti di Modica e il Collegio dei Gesuiti.
Un evento nato come iniziativa locale e diventato, nel giro di pochi anni, un appuntamento di rilievo regionale, con ambizioni sempre più internazionali. Lo dimostrano i contatti con produttori di vino e cacao provenienti anche da Francia, Portogallo e Africa occidentale.
Gli organizzatori, Erasmo Antonio Longo e Giuseppe Fiore, lo hanno detto chiaramente: l’obiettivo è dare continuità al territorio, creare lavoro e offrire ai giovani motivi concreti per restare.
Destagionalizzazione: la parola chiave
Il cuore dell’edizione 2026 è stato il tema della destagionalizzazione. In altre parole, portare turismo anche fuori dai mesi estivi.
Un concetto ribadito durante il convegno “Oltre Stagione”, che ha riunito istituzioni, imprese e operatori del settore. Dalla Regione alla Camera di Commercio, fino agli operatori turistici, il messaggio è stato condiviso: la Sicilia occidentale ha tutte le carte per diventare una destinazione attrattiva dodici mesi l’anno.
Non solo mare, dunque, ma esperienze. E il binomio vino-cioccolato si è confermato una leva potente.
Giovani e lavoro: il festival come ponte
Tra gli elementi più interessanti dell’edizione di quest’anno c’è stato il coinvolgimento degli istituti scolastici.
Studenti e giovani hanno partecipato a laboratori, incontri e attività, entrando in contatto diretto con il mondo dell’enogastronomia e dell’accoglienza. Un modo concreto per trasformare lo studio in opportunità professionali.
L’idea è chiara: non solo promuovere il territorio, ma costruire competenze.
Le criticità: infrastrutture e servizi
Accanto all’entusiasmo, però, emergono anche i nodi da sciogliere.
Dal mondo delle imprese è arrivato un richiamo preciso: servono più strutture ricettive, servizi adeguati e collegamenti efficienti. L’enoturismo cresce, ma senza una rete solida rischia di fermarsi a metà.
Ecco perché il ruolo dell’aeroporto di Trapani-Marsala e delle infrastrutture diventa centrale, così come la collaborazione tra cantine, ristoratori e operatori turistici.
Un progetto che va oltre l’evento
Il CiokoWine Fest si chiude oggi, ma lascia aperta una prospettiva.
Non è più solo una manifestazione, ma un progetto che prova a mettere insieme identità, economia e futuro. Con un’idea semplice ma ambiziosa: fare della Sicilia occidentale un luogo da vivere sempre, non solo in estate.
E, almeno per questi quattro giorni, Alcamo ci è riuscita.
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