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22/03/2026 06:00:00

Trapani, cantieri a rischio: rincari fino al 50% e imprese in perdita

A Trapani il problema ha numeri precisi: materiali edili fino al +50%, bitume passato da 400 a 700 euro a tonnellata, aumenti medi tra il 5 e l’8% e picchi del 20%. Tradotto: i cantieri oggi costano molto di più. E qualcuno ha già iniziato a rimetterci. Non è una previsione, è quello che sta accadendo adesso, nei lavori pubblici e privati.

 

L’allarme arriva da Ance Trapani, ma nei cantieri la situazione è ancora più pesante. “Gli aumenti sono superiori a quelli indicati – dice Giuseppe Costantino, della ditta Agorà di Catania – per alcuni materiali siamo ben oltre il 5-10%. Il bitume è aumentato tra il 40 e il 50%”. E il dato diventa immediatamente concreto: “Prima costava circa 400 euro a tonnellata, oggi è arrivato anche a 700”. 

 

Numeri che non sono teoria, ma fatture, ma  il punto non è solo il rincaro, piuttosto come viene applicato. “I fornitori applicano i nuovi prezzi anche sulle scorte acquistate prima – afferma – il materiale in magazzino dovrebbe essere venduto ai prezzi vecchi, invece viene già venduto con i prezzi aumentati”. In pratica si paga oggi anche quello che è stato comprato ieri a prezzo più basso. “Questa è la classica speculazione che stiamo subendo”.

 

E mentre il mercato corre, le imprese restano ferme nei contratti. I lavori sono stati affidati mesi fa, con prezzi completamente diversi. Oggi quei prezzi non bastano più. Eppure i cantieri non si possono fermare. “Dobbiamo andare avanti e pagare – spiega – altrimenti non incassiamo”. Il meccanismo è semplice e spietato: lavori con prezzi vecchi, compri con prezzi nuovi. Il margine si azzera. A volte anche di più. “Qualcuno ci rimette”.

 

Il nodo diventa ancora più delicato quando si entra nei cantieri del PNRR, dove i tempi sono rigidi e non negoziabili. A Cappuccinelli, uno dei quartieri più fragili di Trapani, il progetto Pinqua vale oltre 15 milioni di euro e punta a cambiare il volto di un rione segnato da allagamenti, infrastrutture insufficienti e degrado urbano. Qui si interviene su case, spazi pubblici, collegamenti e servizi. Un intervento atteso da anni.

 

Ma proprio qui il problema dei costi diventa evidente. “I lavori sono stati prorogati al 30 giugno 2026 ed è l’ultima proroga” – sottolinea Costantino. Significa che non c’è più margine. Non si può rallentare. Non si può aspettare che i prezzi si stabilizzino. Non si può sospendere il cantiere per rivedere i conti.

 

Il sistema prevede la revisione dei prezzi, ma arriva dopo. Sempre dopo. Le imprese devono prima completare i lavori, anticipare i costi, chiudere il cantiere. Solo dopo possono chiedere l’adeguamento. Con tempi lunghi, verifiche, disponibilità di fondi. Nel frattempo, però, il peso resta tutto sulle aziende.

 

Ed è qui che si apre il rischio vero per Trapani. Perché questo equilibrio può reggere solo fino a un certo punto. Se i costi continuano a salire e le imprese non riescono più ad assorbire gli aumenti, i cantieri iniziano a rallentare. Non per scelta, ma per necessità. E il passo successivo è il blocco.

 

Anche Ance Trapani guarda con preoccupazione ai prossimi mesi. “Molte imprese sono impegnate nei lavori del PNRR e questi aumenti possono compromettere tutto”. Sul fronte occupazionale, per ora, nessun crollo. Ma il segnale è già arrivato. “Ad oggi non abbiamo registrato cali occupazionali, ma alcune imprese stanno iniziando a chiedere la sospensione dei lavori per aggiornare i prezzi”.

 

E qui il problema diventa sistemico. Perché se si fermano i cantieri, non si ferma solo un’opera. Si blocca una filiera intera: fornitori, operai, trasporti, servizi. E soprattutto si mettono a rischio le scadenze del PNRR, che non possono essere spostate all’infinito.

 

Nel frattempo, le richieste di intervento restano sul tavolo. “Abbiamo chiesto di vigilare sui prezzi – dice Catalano – ma le speculazioni arrivano immancabilmente”. E soprattutto: “Quando hai scadenze da rispettare non puoi aspettare che i prezzi tornino calmierati”. Anche perché, aggiunge, “una volta alzati, difficilmente tornano indietro”.

 

E allora il quadro è questo: i costi salgono rapidamente, i contratti restano fermi, le imprese anticipano e assorbono. I cantieri devono andare avanti comunque. Ma così il sistema si regge su un equilibrio fragile. E se non cambia qualcosa in tempi rapidi, il rischio non è più teorico.

 

È quello di vedere rallentare – o fermarsi – i lavori proprio mentre Trapani dovrebbe correre per non perdere i fondi del PNRR.