Non è solo la nascita di un nuovo soggetto politico. La costituzione del movimento civico “Oltre” apre una fase nuova negli equilibri del Consiglio comunale di Trapani, tra cambi di ruolo, tensioni interne e prospettive che guardano già oltre la scadenza naturale del 2028.
A promuovere il movimento sono: Giusy Ilenia Poma, assessora della giunta Tranchida e vicepresidente di “Oltre”; Totò (Salvatore) Braschi, presidente del movimento e oggi figura chiave negli equilibri d’aulla; Baldo (Baldassare) Accardo, segretario e riferimento organizzativo.
Il manifesto: centro moderato e dialogo
“Oltre” si colloca in un’area di centro, moderata e liberale, con l’obiettivo dichiarato di superare le rigidità ideologiche e costruire un progetto politico fondato su dialogo, mediazione ed etica pubblica. Il manifesto parla di “rinnovamento moderato”, attenzione alle fasce fragili, rafforzamento dell’offerta formativa e miglioramento dei servizi, a partire da sanità e istruzione. Tra le proposte, anche l’idea di una “Università della città di Trapani” e una maggiore integrazione tra istituzioni locali, scuole e sistema sanitario.
Il primo effetto: dimissioni e nuovi assetti
La nascita del movimento ha già prodotto effetti concreti. In queste ore sono state notificate le dimissioni di Giusy Poma da consigliera comunale. Al suo posto entrerà Totò Braschi, primo dei non eletti nella lista “Trapani Tua” e già consigliere supplente dopo la sospensione di Annalisa Bianco per gli effetti della legge Severino.
Con Braschi che diventerà consigliere effettivo, il ruolo di supplente sarà assunto da Baldo Accardo. Un passaggio politicamente rilevante: con la costituzione di “Oltre”, Accardo prende le distanze da “Trapani Tua “— posizione che sarà formalizzata in aula — impedendo di fatto la ricostituzione del gruppo.
Dalla crisi di "Trapani Tua" alla nascita del movimento
Alla base della nascita di “Oltre” c’è proprio la progressiva frattura interna alla lista dei cosiddetti “amici di Turano”. Nel corso della consiliatura sarebbe venuta meno quella logica di rotazione degli incarichi che, secondo quanto emerso nel dibattito politico interno, era stata condivisa già in campagna elettorale per garantire una partecipazione più ampia dei candidati.
Col passare del tempo, secondo i promotori di “Oltre”, la lista avrebbe perso peso politico e capacità di incidere nelle scelte di governo. Un indebolimento reso evidente anche dalla mancata occupazione di spazi nella giunta dopo l’elezione del presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo, letta come un’occasione mancata per consolidare la presenza nell’area di governo.
Questo quadro avrebbe portato a una crescente disaffezione interna, fino alla decisione di alcuni esponenti di uscire dal gruppo. La rottura si inserisce quindi in una valutazione politica più ampia: una lista percepita come in fase di stallo, incapace di rinnovarsi e di mantenere il consenso iniziale, oltre che sempre più proiettata verso l’opposizione.
Parallelamente, è maturata l’idea di dare continuità al progetto politico anche oltre la fase elettorale, coinvolgendo non solo gli eletti ma anche i candidati rimasti fuori dal Consiglio comunale. Tra questi anche Baldo Accardo, che si sarebbe trovato in una condizione di attesa e marginalità rispetto alle dinamiche decisionali. Da qui la scelta condivisa, insieme a Giusy Poma – che assume anche il ruolo di riferimento politico nell’amministrazione - di costruire un nuovo contenitore politico.
“Oltre” nasce così come evoluzione di quella esperienza, con l’obiettivo di rilanciare partecipazione e rappresentanza dentro e fuori il Consiglio. Il nuovo soggetto politico si colloca comunque all’interno del perimetro della maggioranza che sostiene il sindaco Giacomo Tranchida, nel rispetto del patto elettorale originario. Allo stesso tempo, però, rivendica una propria autonomia e una prospettiva futura, puntando a rafforzare il proprio peso politico anche attraverso le competenze professionali dei suoi componenti.
Numeri fragili e scenari aperti
Se nell’immediato Braschi e Accardo non possono ancora costituire un gruppo autonomo, il lavoro politico guarda già a possibili allargamenti. Lo sguardo è rivolto soprattutto all’opposizione, dove non mancano tensioni interne. Tra i nomi che circolano c’è quello di Peppe Guaiana (Amo Trapani). Anche se appare del tutto improbabile un suo passaggio in maggioranza, Oltre potrebbe attrarre l’attenzione dell’ex presidente del consiglio in una logica di coalizioni per una futura tornata elettorale. Nel frattempo, Braschi rappresenterà informalmente “Oltre” nella conferenza dei capigruppo, dove è anche capogruppo del Misto.
Un’operazione su più livelli
La costituzione di questo movimento lavora chiaramente in più direzioni: quello di tentare di rafforzare la maggioranza di Tranchida, se non effettivamente coi numeri - con l'uscita dalla maggioranza di "Trapani Tua", ormai data per scontata e prossima, i numeri d'aula si invertiranno a 13 consiglieri per l'opposizione e 11 per la maggioranza - sottraendo un potenziale consigliere ai turaniani.
In seconda battuta, la costituzione di Oltre smonta definitivamente il metodo Cencelli nella rappresentanza in giunta: che, sebbene si basasse su accordi preelettorali, più in generale rappresenta le forze in consiglio comunale. Non ultimo, il movimento si dichiara apertamente proiettato verso il futuro e quindi come soggetto politico pronto a competere, anche da protagonisti - dichiarano nella conferenza stampa - nelle prossime elezioni con un programma ed un'agenda politica. Un passaggio quest'ultimo non da sottovalutare, perchè proietta Trapani sempre più vicina ad una nuova tornata elettorale anticipata alla scadenza naturale del 2028.
Del resto , è lo stesso Giacomo Tranchida che si lascia sfuggire questa possibilità, poco freudianamente: i delicati equilibri del governo Schifani alla regione, l'esito negatico del referendum per il governo nazionale e la nuova legge elettorale in Parlamento - quest'ultimo di per sè chiaro indicatore di movimenti in questa direzione - lasciano intuire la possibilità di un grande appuntamento elettorale che possa chiamare i cittadini alle urne su più livelli di voto, anche entro il 2026.
Intanto, durante il consiglio comunale atteso per giovedì 26 marzo, verranno ufficializzati questi turn over tra la Poma, Braschi e Accardo. Resta ancora scoperta la casella della vice presidenza del consiglio, tutt'ora ricoperta da Andrea Genco che, pur non percependone l'indennità, ricopre ben altri due ruoli, consigliere e assessore. Quest'ultimo passaggio, sarà il nodo definitivo da sciogliere per garantire una pacificazione dentro una maggioranza in fibrillazione e sempre più fragile, appesa ai suoi stessi numeri d'aula, spesso giocati in modo strumentale e che, nei fatti, rimandano puntualmente l'approvazione di atti veramente utili per la città.