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21/05/2026 09:18:00

"Foto con i parenti del boss", è polemica tra Manlio Messina e Ismaele La Vardera

 

È esplosa la polemica, con botta e risposta, tra il deputato nazionale Manlio Messina e il deputato regionale di Controcorrente Ismaele La Vardera dopo la pubblicazione di una fotografia che ritrae La Vardera con alcune persone indicate come parenti del boss Benedetto Spera, storico uomo vicino a Bernardo Provenzano e condannato all’ergastolo.

A pubblicare lo scatto è stato Messina, che sui social ha parlato di una scena «pesante» e «disgustosa», sottolineando però di avere oscurato i volti dei presenti perché «essere parenti di un mafioso non significa esserlo a propria volta».

Secondo il parlamentare nazionale, però, il nodo politico e morale starebbe nella presunta incoerenza di La Vardera, accusato di avere in passato attaccato pubblicamente il figlio di un mafioso e di mostrarsi oggi «serenamente a tavola con la famiglia di un boss stragista».

 

 

L’attacco: “Con quale credibilità?”

 

Nel suo lungo affondo social, Messina punta il dito contro il leader di Controcorrente accusandolo di fare «moralismo a giorni alterni» e di utilizzare il tema antimafia come strumento mediatico.

Il deputato nazionale richiama anche il caso di un giovane consigliere comunale catanese, figlio di un mafioso, che — secondo Messina — avrebbe preso pubblicamente le distanze dal padre e dalla cultura mafiosa.

«Con quale faccia? Con quale credibilità?», scrive Messina, che poi lancia anche una sfida pubblica a La Vardera: «Mi dica giorno, luogo e orario e faremo vedere a tutta la Sicilia quanto è incompetente».

 

 

 

La replica di La Vardera: “Non mi fate paura”

 

Immediata la risposta di Ismaele La Vardera, che ha definito la pubblicazione della foto una «campagna di fango» organizzata contro di lui.

Il deputato regionale, che vive sotto scorta per le sue denunce contro mafia e malaffare, sostiene che lo scatto circoli da tempo e che sia stato diffuso adesso con precise finalità politiche.

«Essere parenti di boss non significa essere mafiosi», scrive La Vardera, rivendicando di avere dato fiducia anche a figli o parenti di appartenenti ai clan che hanno scelto una vita diversa.

«Io non chiedo alle persone con cui faccio una foto chi siano i loro parenti», aggiunge, rilanciando poi provocatoriamente: «Mi aspettavo almeno una foto con un boss vero».

 

 

 

“Vogliono distruggere me e Controcorrente”

 

Nel suo post, La Vardera sostiene che dietro l’attacco vi sarebbe un tentativo politico di colpire lui e il movimento Controcorrente.

Il deputato regionale parla apertamente di «mandanti» e di «pezzi importanti del governo regionale e nazionale», accusando alcuni ambienti politici di volerlo delegittimare proprio sul terreno dell’antimafia.

«Il mandato è chiaro: fare fuori politicamente Ismaele e Controcorrente», scrive, collegando la diffusione della foto anche al clima pre-elettorale.