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24/03/2026 22:00:00

Referendum, il PD di Trapani: "Il No segnale forte di difesa della Costituzione"

La segreteria provinciale del Partito Democratico di Trapani esprime soddisfazione per l’esito del referendum in provincia, dove il NO ha raggiunto una media del 59%, segnando una chiara presa di posizione da parte dell’elettorato.

“Si tratta di un risultato importante – dichiara la segretaria provinciale Valeria Battaglia – che dimostra come il nostro territorio abbia scelto con consapevolezza di difendere i principi fondamentali della nostra Costituzione”. Secondo Battaglia, la proposta sottoposta a referendum avrebbe rischiato di “indebolire un pilastro essenziale dello Stato di diritto: l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”.

Particolarmente rilevante anche il dato sull’affluenza, superiore alle aspettative. Un elemento che, secondo il Partito Democratico, rappresenta un segnale di rinnovata partecipazione, nonostante la natura tecnica del quesito referendario.

“È un segno di maturità democratica – prosegue la segretaria – e di attenzione verso temi che incidono profondamente sull’equilibrio istituzionale del Paese”.

Un ringraziamento è stato rivolto al Comitato per il NO e a tutti coloro che hanno contribuito alla campagna informativa sul territorio, attraverso iniziative e momenti di confronto con i cittadini.

“Questo esito – conclude Battaglia – rappresenta non solo una vittoria politica, ma soprattutto un segnale forte di partecipazione democratica. Continueremo a lavorare affinché i valori costituzionali siano sempre tutelati e rafforzati”.

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Referendum, il Comitato marsalese per il NO: “Una valanga di voti difende la Costituzione”

Il Comitato marsalese per il NO alla riforma Nordio esprime “grande soddisfazione” per l’esito del referendum costituzionale, che ha visto prevalere il NO a livello nazionale con il 53,74% dei voti.

Secondo il Comitato, il risultato rappresenta una netta bocciatura del tentativo di modifica della Costituzione. “Una valanga di NO ha seppellito il tentativo di stravolgere la nostra Carta fondamentale”, si legge nella nota diffusa all’indomani del voto.

A livello locale, a Marsala, sono stati 15.931 i cittadini che hanno votato NO, pari al 58,13%, contribuendo in maniera significativa al risultato complessivo.

Il Comitato sottolinea come il voto sia anche una risposta a un iter ritenuto poco condiviso: “Una riforma che aveva già stritolato il dibattito parlamentare”.

Nonostante la vittoria, il gruppo annuncia che l’impegno proseguirà anche su altri fronti. Tra gli obiettivi indicati, la piena attuazione della Costituzione, a partire dall’articolo 11 sul ripudio della guerra, e la mobilitazione contro future riforme, come quella elettorale e il progetto di premierato.

“Gli italiani hanno detto chiaramente che la Costituzione non si tocca, ma si applica”, conclude la nota, rilanciando lo slogan: “Viva la democrazia, viva la Costituzione, viva l’Italia”.

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Micciché: "In Sicilia non tutti hanno sostenuto la battaglia di Berlusconi"

“Non posso nascondere la mia amarezza per la sconfitta del SÌ. Ancora più forte per avere assistito, qui in Sicilia, a un colpevole disinteresse del centrodestra. Amarezza ancora maggiore nei confronti di Forza Italia: i suoi dirigenti avrebbero avuto l’occasione di ringraziare Berlusconi per ciò che ha fatto per tutti noi e, invece, da molti è stato tradito proprio sulla battaglia della sua vita, quella per una giustizia giusta, che in Europa manca solo a noi e alla Grecia”. Lo afferma il deputato regionale di Grande Sicilia, on. Gianfranco Micciché.


 

“Se davvero ciò è accaduto per strafottenza o, peggio, per calcoli correntizi di qualche stupido, l’amarezza diventa dolore – prosegue l’ex presidente dell’Ars – ed è grave che chi guida Forza Italia non assuma subito le iniziative necessarie. Sì, servono calci nel sedere contro chi non merita di indossare la maglietta con il nome di Berlusconi. Non fare più parte del gruppo all’Ars non può bastare a farmi stare in silenzio, anche perché io a Berlusconi ho voluto e continuo a volere un bene infinito”.


 

“Posso accettare una vittoria del NO, ma ho troppa esperienza per non capire cosa è successo. Dove erano dirigenti, deputati, senatori, sindaci e assessori di centrodestra? Poche iniziative – conclude Micciché – nessuna vera mobilitazione, nessuna sala piena come accade di solito. Spero comunque che la riforma possa essere completata in futuro, da qualsiasi schieramento, senza che qualcuno gridi all’annullamento della Costituzione o ad altre sciocchezze simili”.