«La movida non può essere anarchia, ma nemmeno una perenne emergenza». Il Comitato operatori e commercianti del centro storico interviene nel dibattito acceso dopo le recenti pronunce del Tar e le polemiche sulla gestione degli spazi pubblici, provando a riportare il confronto su un piano concreto.
Il Comitato, che riunisce ristoratori, artigiani, pub e attività del dopo cena, rivendica una posizione chiara: servono regole e pianificazione, ma anche controlli reali. «Una regola senza controllo è solo un pezzo di carta», sottolineano, evidenziando come negli anni l’assenza di presidio abbia consentito a pochi di creare disagi, finendo per danneggiare l’immagine dell’intero settore.
Allo stesso tempo respingono ogni generalizzazione: la maggior parte degli operatori, spiegano, lavora nel rispetto delle norme.
Eventi programmati e non caos
Per il Comitato la soluzione non è “spegnere” il centro storico, ma organizzare e programmare. «Serve un calendario serio di eventi promosso dall’amministrazione», affermano, perché incanalare musica e intrattenimento in appuntamenti strutturati consentirebbe di garantire lavoro e ordine, evitando eccessi.
L’idea è quella di una città viva ma regolata, capace di offrire socialità e sicurezza senza degenerare nel caos.
«Immaginare Trapani in totale silenzio è un’utopia», aggiungono, ricordando che i locali rappresentano anche presidi di presenza e controllo: una strada vissuta, sostengono, è più sicura di una strada vuota.
Suolo pubblico e lavoro
Netta la posizione sul tema dei dehors e dell’occupazione di suolo pubblico.
Per gli operatori, ridurre gli spazi esterni significherebbe incidere direttamente sull’occupazione. In un centro storico fatto di locali piccoli e immobili antichi, spiegano, lo spazio esterno è essenziale per lavorare, soprattutto nella stagione estiva. «Toccare questi spazi significa toccare posti di lavoro».
BRT e accessibilità: cresce la preoccupazione
Il Comitato lega il tema della movida anche a quello della mobilità.
I lavori per il sistema di bus veloce e la riduzione degli stalli di sosta preoccupano operatori e residenti: «Rischiamo un centro storico difficile da raggiungere per i clienti e complicato da vivere per chi ci abita». Un timore che si aggiunge a una fase già segnata da cambiamenti e cantieri.
L’appello ai residenti: “Facciamo fronte comune”
«Non siamo controparti», scrive il Comitato, che propone un fronte comune con i residenti su temi condivisi: sicurezza, pulizia, decoro, viabilità. «Viviamo lo stesso spazio e abbiamo gli stessi problemi».
L’obiettivo, concludono, è costruire insieme un equilibrio tra lavoro, vivibilità e sviluppo, evitando contrapposizioni che rischiano solo di indebolire il centro storico di Trapani.