Trapani protagonista agli Stati Generali della Salicoltura Marina, il convegno nazionale organizzato da Confagricoltura a Palazzo della Valle, a Roma, dal titolo “L’agricoltura coltiva il sale”. All’incontro hanno preso parte docenti universitari, operatori del settore e rappresentanti istituzionali. Tra questi anche il deputato regionale di Fratelli d’Italia all’Ars, Giuseppe Bica.
Il peso del territorio trapanese
Il territorio trapanese è stato rappresentato direttamente da realtà produttive locali del sale marino, confermando il ruolo centrale del comparto nel panorama nazionale della salicoltura. Un settore che continua a essere un punto di riferimento economico, ambientale e culturale per l’area.
“Saline patrimonio da riconoscere”
«Le saline sono un’opera di ingegneria idraulica millenaria – ha dichiarato Bica – un ecosistema ad altissima biodiversità e un presidio fondamentale contro il dissesto idrogeologico costiero».
Il deputato ha sottolineato come il salicoltore svolga a tutti gli effetti un’attività agricola: «Gestisce cicli biologici, mantiene un paesaggio rurale unico e produce valore aggiunto, ma continua a operare senza un adeguato riconoscimento normativo».
Annunciato un disegno di legge all’Ars
Bica ha annunciato l’intenzione di presentare un disegno di legge all’Assemblea Regionale Siciliana per il riconoscimento della salicoltura come attività agricola. L’obiettivo è consentire al settore di accedere agli strumenti di tutela, incentivazione e programmazione già previsti per l’agricoltura.
“Investire per il territorio”
«Investire nella salicoltura significa restituire centralità a un territorio – ha concluso Bica –. Le nostre saline rappresentano un bene pubblico essenziale per la sicurezza ambientale e per l’identità delle comunità costiere».