Non si fa attendere la replica del presidente del Consiglio comunale di Erice, Ruggero Messina, dopo il deposito della mozione di sfiducia dalla sua carica sottoscritta da otto consiglieri comunali.
Con una nota, Messina respinge con decisione le contestazioni mosse nei suoi confronti, definendo il documento presentato dai consiglieri "caratterizzato da rilevanti criticità" sia nei contenuti che nell'impostazione.
Il presidente del Consiglio non si limita a prendere atto dell'iniziativa politica, ma contesta apertamente le motivazioni riportate nell'atto, ritenendole lesive della propria immagine personale e istituzionale.
"Si tratta di accuse e giudizi formulati senza adeguati riscontri, attraverso una ricostruzione che non corrisponde alla realtà dei lavori consiliari e che respingo con fermezza in ogni sua parte", afferma Messina.
Al centro della sua difesa vi è il richiamo agli atti ufficiali del Consiglio comunale. Le sedute, ricorda il presidente, sono pubbliche, verbalizzate, fonoregistrate e videoregistrate, elementi che consentirebbero una verifica oggettiva del suo operato.
"Saranno pertanto gli atti ufficiali, e non ricostruzioni di parte, a consentire una valutazione obiettiva e imparziale del mio operato", sostiene.
Messina rivendica inoltre di avere svolto il proprio mandato nel rispetto dello Statuto comunale, del Regolamento del Consiglio e del principio di imparzialità che caratterizza il ruolo di presidente dell'assemblea cittadina.
"Ho sempre assicurato a tutti i consiglieri, indipendentemente dall'appartenenza politica, il pieno diritto di intervenire, proporre, criticare e confrontarsi democraticamente", sottolinea.
Parole che rappresentano una risposta diretta alle contestazioni avanzate dai promotori della revoca, i quali avevano denunciato presunte condotte incompatibili con il ruolo di garanzia richiesto al presidente del Consiglio comunale.
Nel passaggio più politico della sua dichiarazione, Messina respinge quello che definisce un tentativo di trasformare la presidenza del Consiglio in un terreno di scontro tra schieramenti.
"Respingo con decisione ogni tentativo di trasformare il ruolo del Presidente del Consiglio Comunale in un terreno di scontro politico o in uno strumento di delegittimazione personale. Le istituzioni meritano rispetto e il confronto democratico deve sempre svilupparsi sul piano dei fatti, non delle insinuazioni o delle valutazioni soggettive".
La partita adesso si sposta in Aula, dove il Consiglio comunale sarà chiamato a pronunciarsi sulla proposta di revoca. Messina assicura di voler affrontare i prossimi passaggi "con serenità e senso delle istituzioni", confidando che il giudizio finale venga espresso sulla base degli atti ufficiali e non delle polemiche politiche.
La vicenda segna uno dei momenti più delicati dell'attuale consiliatura ericina e potrebbe avere ripercussioni sugli assetti politici dell'assemblea civica nelle prossime settimane.