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09/06/2026 09:15:00

Erice, spallata dell'opposizione: mozione di sfiducia per il presidente del Consiglio

Non è soltanto una sfiducia politica. La mozione depositata da otto consiglieri comunali di opposizione contro il presidente del Consiglio comunale di Erice, Ruggero Messina, apre un confronto che intreccia aspetti istituzionali, regolamentari e politici e che potrebbe avere ripercussioni sugli equilibri della maggioranza guidata dalla sindaca Daniela Toscano.

A sottoscrivere il documento sono Simona Mannina, Assunta Aiello, Michele Cavarretta, Vincenzo Maltese, Sofia Mazzeo, Alberto Pollari, Vincenzo Favara e Piero Spina. I consiglieri chiedono la revoca del presidente ai sensi dell'articolo 26 dello Statuto comunale, sostenendo che siano venuti meno i requisiti di imparzialità e garanzia richiesti dalla carica.

 

Le contestazioni

Nella mozione vengono richiamati diversi episodi che, secondo i firmatari, dimostrerebbero una gestione non imparziale dell'Aula. Le accuse riguardano la conduzione di alcune sedute consiliari particolarmente tese, la mancata convocazione di un Consiglio comunale straordinario richiesto dalle minoranze sulla vicenda Asacom, presunte irregolarità nella programmazione dei lavori e limitazioni alle prerogative dei consiglieri di opposizione durante alcune discussioni.

L'impianto del documento punta però soprattutto su un aspetto: sostenere che il presidente avrebbe progressivamente smesso di esercitare il proprio ruolo super partes, compromettendo quella funzione di garanzia che lo Statuto assegna alla presidenza del Consiglio comunale.

Per rafforzare questa tesi, i proponenti richiamano anche alcune pronunce della giustizia amministrativa secondo cui la revoca del presidente può essere giustificata quando vengono meno i requisiti di imparzialità e corretto funzionamento dell'assemblea.

 

La partita dei numeri

Accanto al profilo giuridico resta inevitabilmente quello politico.

La mozione è stata sottoscritta da otto consiglieri, ma per arrivare alla revoca servirà una maggioranza qualificata. Lo Statuto comunale prevede infatti che la proposta venga approvata dai due terzi dei componenti del Consiglio comunale.

Tradotto in termini politici, l'opposizione non dispone dei numeri necessari per raggiungere da sola l'obiettivo. Per questo motivo, l'attenzione si concentra inevitabilmente sui consiglieri di maggioranza e sulla possibilità che possano emergere posizioni differenti rispetto a quelle ufficialmente espresse finora.

 

Il nodo del voto

La questione potrebbe assumere rilievo anche sul piano procedurale.

L'articolo 26 dello Statuto prevede che la mozione sia votata per appello nominale. Tuttavia,la deliberazione riguarda direttamente la permanenza in carica del presidente del Consiglio comunale e quindi una persona. Un elemento che potrebbe alimentare un confronto interpretativo sulle modalità di votazione.

Qualora dovesse emergere la possibilità dello scrutinio segreto, gli equilibri dell'Aula diventerebbero inevitabilmente meno prevedibili. In quel caso eventuali malumori presenti all'interno della maggioranza potrebbero tradursi in voti favorevoli alla mozione senza una pubblica assunzione di responsabilità politica.

Per la revoca sarebbero necessari undici voti. L'opposizione, da sola, non può raggiungere questa soglia. Se però parte della maggioranza decidesse di convergere sulla mozione, il risultato finale potrebbe diventare meno scontato di quanto oggi appaia.

 

Molto più di una sfiducia

Proprio qui si concentra il vero significato politico dell'iniziativa.

L'opposizione è perfettamente consapevole che, sulla carta, i numeri per la revoca non sono facilmente raggiungibili. Per questo, la mozione sembra avere un obiettivo più ampio rispetto alla sola rimozione di Ruggero Messina.

La mozione costringe infatti il Consiglio comunale a misurarsi pubblicamente su uno dei nodi più delicati degli ultimi mesi: la tenuta della maggioranza che sostiene la sindaca Daniela Toscano. Dopo il passaggio della consigliera Sofia Mazzeo all'opposizione e la nascita del gruppo "Uniti per Erice 2027", gli equilibri politici dell'Aula sono cambiati e il voto rappresenterà una verifica concreta della loro reale consistenza.

In questa prospettiva, Ruggero Messina diventa il punto di caduta di un confronto più ampio. Una eventuale revoca sarebbe inevitabilmente interpretata come una sconfitta politica della maggioranza, ma anche una bocciatura della mozione potrebbe non esaurire gli effetti dell'iniziativa. Per l'opposizione, infatti, il numero dei voti raccolti potrebbe risultare altrettanto significativo dell'esito finale.

L'obiettivo sembra essere quello di verificare l'esistenza di eventuali malumori tra i consiglieri che sostengono l'amministrazione e di comprendere se esistano margini per costruire, già in questa fase della legislatura, un'alternativa politica in vista delle elezioni del 2027.

La mozione assume così il valore di un test sugli attuali rapporti di forza all'interno del Consiglio comunale. 

Più che il destino personale di Ruggero Messina, il voto potrebbe misurare il grado di compattezza della maggioranza e la capacità dell'opposizione di intercettare consensi oltre il proprio perimetro politico.

Per questo motivo l'attenzione non sarà rivolta soltanto all'esito della votazione, ma anche ai numeri che emergeranno dall'Aula. 

Saranno quelli, probabilmente, a fornire l'indicazione più significativa sullo stato della politica ericina a meno di un anno dall'apertura della corsa verso le amministrative del 2027.