Ancora finanziamenti pubblici sotto la lente della magistratura. Ancora eventi culturali. E ancora, secondo l’accusa, rendicontazioni sospette. Ad Agrigento la Procura apre un nuovo fronte e iscrive sei persone nel registro degli indagati per falso, truffa aggravata e peculato.
Tra i nomi c’è anche quello del deputato regionale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano.
L’inchiesta della Procura
L’informazione di garanzia è stata notificata a sei persone. Oltre a Pisano, risultano indagati:
- Fabrizio La Gaipa, 50 anni, presidente del distretto turistico Valle dei Templi
- Antonio Migliaccio, autista di Pisano e legale rappresentante dell’associazione culturale Kerkent
- Salvatore Prestia, direttore generale della fondazione Teatro Pirandello, che si è già dimesso
- Calogero Casucci
- Laura Cozzo, moglie di Prestia
L’ipotesi investigativa è chiara: spese gonfiate nella gestione e nell’organizzazione di eventi culturali finanziati con fondi pubblici, in particolare attraverso l’assessorato regionale al Turismo.
Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero “fatto la cresta” sulle rendicontazioni, alterando i costi per ottenere maggiori rimborsi.
Il sistema dei finanziamenti
L’indagine si concentra su contributi pubblici destinati alla promozione culturale e turistica del territorio. Eventi, manifestazioni, iniziative: strumenti fondamentali per l’economia locale, ma che – secondo la Procura – in questo caso sarebbero stati utilizzati per ottenere indebiti vantaggi economici.
Un meccanismo già visto in altre inchieste siciliane, dove il confine tra promozione e gestione opaca dei fondi pubblici si è rivelato, più volte, molto sottile.
Le reazioni politiche
Non si è fatta attendere la reazione del Partito Democratico. Il segretario regionale Anthony Barbagallo attacca duramente:
“Ancora una volta i soldi pubblici utilizzati per fini personali. Ancora una volta ci sono di mezzo eventi, grandi e piccoli. E ancora una volta ad essere indagato è un esponente del centrodestra, di Fratelli d’Italia”.
Barbagallo chiama in causa direttamente la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parlando di una situazione sempre più difficile anche sul piano politico: “Non può più fare finta di niente, soprattutto in Sicilia, dove il numero di indagati nel centrodestra è in aumento costante”.
Un copione che si ripete
L’inchiesta di Agrigento si inserisce in un contesto più ampio, fatto di fondi pubblici, eventi e controlli che arrivano dopo. Un copione già visto, che torna a interrogare il sistema di gestione delle risorse regionali.
Adesso la parola passa alla magistratura. Con una certezza: il tema dei finanziamenti alla cultura, in Sicilia, continua a essere terreno scivoloso.