Pantelleria e Lampedusa non possono più essere considerate semplicemente “isole minori”. È il senso dell’intervento dell’assessore del Comune di Pantelleria, Federico Tremarco, che rilancia il tema del ruolo strategico di questi territori nel Mediterraneo.
Secondo Tremarco, l’insularità non può essere letta solo come uno svantaggio da compensare con misure economiche. «Pantelleria, come Lampedusa, non è semplicemente un territorio periferico. È un punto avanzato dello Stato nel Mediterraneo», sottolinea, evidenziando come queste isole siano attraversate da rotte e dinamiche che vanno ben oltre il livello locale.
Al centro della riflessione anche il tema dei collegamenti. «Quando si parla di trasporti si tende a pensare a un servizio. In realtà si parla di diritti. Senza continuità territoriale non c’è piena cittadinanza», afferma l’assessore.
Un passaggio importante è stato rappresentato dalla conferenza “Frontiere del Mediterraneo – Trasporti, Continuità e Diritti”, che ha posto le basi per un nuovo approccio: non più solo interventi compensativi, ma il riconoscimento di una specificità.
«Non tutte le isole sono uguali», osserva Tremarco, sottolineando come Pantelleria e Lampedusa abbiano caratteristiche legate non solo alla distanza, ma alla loro posizione strategica.
Da qui la richiesta di un cambio di prospettiva anche a livello istituzionale. Il tema sarà infatti portato all’attenzione del Consiglio comunale, con l’obiettivo di definire una posizione condivisa e rafforzare il confronto con realtà simili come Lampedusa e Linosa.
«Si tratta di capire se lo Stato intende considerare questi territori come margini da sostenere o come presidi da riconoscere», conclude Tremarco. «Pantelleria non chiede trattamenti di favore, ma che venga riconosciuta la funzione che già svolge».