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30/03/2026 06:00:00

Erice, caos in consiglio. Le grandi manovre verso il 2027

Che dire, ad Erice non ci si annoia mai. Scosse politiche e tensioni in aula anche nella seduta del Consiglio comunale del 26 marzo.

 

Una seduta che ha ridisegnato gli equilibri interni all’assise, segnando il passaggio della consigliera Sofia Mazzeo (figlia di Alberto, presidente del consiglio comunale di Trapani...)  dalla maggioranza all’opposizione, con la nascita di nuovi gruppi consiliari e l’apertura di uno scontro politico sempre più acceso, destinato a produrre effetti anche oltre i confini ericini.

 

Tre gruppi e nuovi equilibri

 

La seduta ha certificato una profonda riorganizzazione politica. È nato il gruppo “Uniti per Erice 2027”, composto da Simona Mannina (capogruppo), Vincenzo Maltese (vice), Alberto Pollari ed appunto Sofia Mazzeo.

Parallelamente si sono ridefiniti il gruppo del Partito Democratico - Pietro Amodeo capogruppo, Sabina Bonfiglio vice capogruppo e Ruggero Messina componente - e quello dei “Moderati per Erice”, con Marcello Virzì (capogruppo) Carmelo Peralta (vice capogruppo) e Antonio Pierucci delineando tre poli distinti all’interno del Consiglio comunale. La nascita dei nuovi gruppi , ad eccezione di quello dei Dem, sono stati presentati come progetti politici alternativi, con uno sguardo già rivolto alle elezioni amministrative del 2027 e costruito su un percorso condiviso tra i consiglieri.

 

 

Sofia Mazzeo all’opposizione

 

A segnare il punto di svolta è stato l’intervento della consigliera Sofia Mazzeo, che ha annunciato l’uscita dalla maggioranza dopo un percorso definito “complesso” e segnato anche da delusioni politiche. Passaggio già nell’aria da tempo, visto che la consigliera – fino a pochi giorni fa di maggioranza – votava sempre più spesso in accordo con l’opposizione. Un comportamento non dissimile a quella assunta dai turaniani nel consiglio comunale trapanese. La scelta di Mazzeo è stata motivata con la volontà di intraprendere una nuova fase politica, anche in relazione a un percorso condiviso con Turano. 

L’ingresso nel nuovo gruppo "Uniti per Erice 2027", ha sancito ufficialmente il passaggio all’opposizione, incidendo sugli equilibri numerici in aula.

 

Il ruolo di Simona Mannina

 

Figura chiave di questa nuova fase è la consigliera Simona Mannina: fresca del fallimento del partito flop di Antonini, Futuro (vi ricordate? qui una storia) è stata lei ad annunciare lo scioglimento del precedente gruppo e la nascita di “Uniti per Erice 2027”, rivendicando, tanto per cambiare,  un progetto politico alternativo e orientato al futuro della città.

Il suo percorso politico è articolato e attraversa diverse esperienze: dagli esordi come segretaria nei Giovani Democratici, al passaggio nell’MPA, fino all’adesione al movimento VIA, dell’ex senatore, oggi pluri imputato, Nino Papania. 

Più recentemente, nell’estate scorsa, aveva aderito al movimento “Futuro” promosso da Valerio Antonini, per poi approdare, proprio in occasione della seduta del 26 marzo scorso, nell’area politica riconducibile allo stesso Turano. La sua nomina a capogruppo rafforza il suo ruolo politico, ma la espone anche a un confronto particolarmente duro, sia in aula sia sul piano pubblico.

Nel corso degli anni, il suo nome è stato più volte richiamato nel dibattito politico locale anche dalla sindaca Daniela Toscano, anche in relazione a vicende giudiziarie che hanno interessato il padre, Vito Mannina, nell’ambito dell'inchiesta antimafia Scrigno. Veloce riepilogo: nel marzo 2019, Mannina è stato indagato con l'accusa di voto di scambio politico-mafioso. Secondo la Procura, avrebbe ottenuto voti da esponenti di Cosa Nostra per le sue attività politiche. Mannina ha respinto le accuse dichiarando di non aver mai stretto accordi con la mafia. E' stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione. Rispetto alle accuse iniziali, la sua posizione è stata derubricata, cadendo l'aggravante mafiosa, in corruzione elettorale.
 

 

La reazione della sindaca Toscano

 

La replica della sindaca Daniela Toscano è stata tra i momenti più tesi della seduta. Rivolgendosi direttamente ai banchi dell’opposizione e, in particolare, alla consigliera Mannina, la prima cittadina ha rivendicato con forza l’impegno del Comune di Erice sul fronte della legalità, ricordando iniziative simboliche come “Non ti scordar di me”, dedicato alla memoria della strage mafiosa di Pizzolungo.

Nel passaggio più duro e controverso, la sindaca ha affermato che vi sarebbero persone che “né oggi, né domani né mai” potrebbero partecipare a queste iniziative “a testa alta”: parole che nel clima dell’aula sono apparse come un riferimento diretto all’opposizione. Toscano ha inoltre ribadito la necessità di stare “dalla parte del giusto, della verità e della giustizia”, denunciando pratiche di clientelismo e rivendicando il proprio stile diretto. Il confronto si è rapidamente acceso, con momenti di forte tensione verbale.

 

 

 

 

Il PD: “fine delle ambiguità, serve coerenza”

Il Partito Democratico ha letto la vicenda come un chiarimento definitivo del quadro politico. In una nota del segretario ericino Vito Brillante, i democratici sostengono che il passaggio di Mazzeo segna la fine delle ambiguità emerse nel corso della legislatura, evidenziando come già in precedenza fossero presenti segnali di distanza dal progetto amministrativo. Il PD rivendica invece compattezza e responsabilità, ribadendo che la politica non può essere “trasformismo” o convenienza personale, ma deve fondarsi su coerenza e rispetto del mandato ricevuto dai cittadini.

Le parole della sindaca Toscano vengono interpretate come coerenti con questa visione, mentre viene respinta ogni narrazione di crisi della maggioranza, sottolineando i risultati amministrativi raggiunti.

 

Fratelli d’Italia: “nasce l’alternativa, maggioranza fragile”

 

Di segno opposto la posizione di Fratelli d’Italia, che accoglie con favore la nascita del nuovo gruppo consiliare. Per il partito, “Uniti per Erice 2027” rappresenta il primo passo concreto verso un’alternativa politica credibile, capace di aggregare forze civiche e di centrodestra in vista delle elezioni del 2027. Il passaggio di Mazzeo viene indicato come elemento che indebolisce la maggioranza, evidenziandone una fragilità crescente. Non mancano critiche alla sindaca Toscano, accusata di utilizzare toni inadeguati e divisivi, in particolare nei confronti della consigliera Mannina.

 

La dichiarazione di Alberto Mazzeo e i riflessi su Trapani

 

A intervenire nel dibattito politico dalla propria pagina FB è stato anche Alberto Mazzeo, padre della consigliera Sofia Mazzeo e presidente del consiglio di Trapani. Nonchè riferimento politico di quella che fu la lista “Trapani Tua” e di Mimmo Turano.

In una nota dai toni duri, Mazzeo ha definito le parole della sindaca Toscano “non politica”, parlando di un “potere che scricchiola” e accusando l’amministrazione di reagire con attacchi personali di fronte alle difficoltà politiche. Ha inoltre espresso solidarietà alla consigliera Mannina, definendone la scelta “libera e coraggiosa”. Un intervento che evidenzia come la vicenda ericina non resti confinata al solo Consiglio comunale di Erice, ma si inserisca in dinamiche politiche più ampie che coinvolgono anche il capoluogo.

I nuovi equilibri potrebbero infatti avere riflessi o anticipare spostamenti in consiglio comunale anche su Trapani, dove le relazioni politiche tra amministrazione, gruppi consiliari e riferimenti regionali risultano intrecciate. Il posizionamento della consigliera Mazzeo e il rafforzamento dell’area politica vicina a Turano potrebbero incidere sugli assetti futuri anche nel capoluogo, contribuendo a ridefinire alleanze e strategie in vista delle prossime scadenze elettorali.

 

Una fase nuova per il Consiglio comunale ericino

 

La seduta del 26 marzo segna dunque un passaggio politico rilevante per il Comune di Erice. Da un lato una maggioranza che rivendica stabilità e risultati, dall’altro un’opposizione che si riorganizza e punta a costruire un’alternativa. In mezzo, figure come Simona Mannina e Sofia Mazzeo diventano funzionali in un confronto sempre più acceso, destinato non solo a segnare il percorso politico di Erice fino al 2027, ma anche a produrre effetti nel più ampio scenario politico del territorio trapanese.