Marsala, la Notte del Liceo Classico emoziona nel nome dell' "humanitas"
C’è un momento, più degli altri, che racconta il senso profondo della Notte del Liceo Classico a Marsala. Non è solo nei laboratori, né tra le note dei concerti o le luci del teatro. È nel ritorno. Nel ritorno di chi da quelle aule è passato e oggi, guardandosi indietro, riconosce lì le proprie radici.
La serata, ospitata nella sede storica di via Eliodoro Lombardi del Liceo Pascasino - Giovanni XXIII, ha registrato una partecipazione ampia e sentita. Dalle 18 a mezzanotte la scuola è diventata uno spazio aperto alla città, attraversato da studenti, famiglie, docenti e tanti ex alunni, richiamati da un filo invisibile ma fortissimo: quello della memoria e dell’identità.
Il momento più intenso: la tavola rotonda
A segnare la serata è stata soprattutto la tavola rotonda con gli ex alunni illustri del liceo. Un momento autentico, senza retorica, in cui le storie personali si sono intrecciate con quella collettiva della scuola.
Da Elio Piazza a Claudia Gusmano, da Giacomo Frazzitta ad Achille Sammartano, insieme a tanti altri intervenuti, è emerso un racconto condiviso: il Liceo Classico come luogo che forma, che segna, che resta. Non solo per le competenze acquisite, ma per il metodo, per lo sguardo sul mondo, per quella capacità critica che diventa poi strumento di vita.
Tutti hanno sottolineato come proprio tra quei banchi si siano costruite le basi solide delle loro professioni, ma anche della loro crescita umana. Un passaggio che oggi appare ancora più significativo, in un tempo in cui spesso si mette in discussione il valore degli studi classici.
“Humanitas” tra passato e presente
Il tema dell’edizione 2026, “Homo sum…”, ha attraversato l’intera serata. Non come slogan, ma come domanda aperta. Che cosa significa essere uomini oggi? Qual è il ruolo della cultura in un mondo attraversato da guerre e violenze?
La riflessione si è fatta concreta, vissuta, incarnata proprio nelle testimonianze degli ex studenti. L’“humanitas” non come concetto astratto, ma come esperienza che continua nel tempo.
A ribadirlo anche le parole di Anna Maria Angileri, che ha parlato di una notte “piena di emozioni, sentimenti e profonde riflessioni sulla vera essenza dell’uomo”, ringraziando tutta la comunità scolastica per aver reso possibile un evento così partecipato.

Una comunità che si riconosce
La Notte del Liceo Classico, preceduta dal flash mob in Piazza della Repubblica, ha confermato ancora una volta il suo valore per la città. Non solo evento culturale, ma momento di riconoscimento collettivo.
Perché in quelle aule non si forma soltanto chi le frequenta oggi. Si costruisce una comunità che continua a ritrovarsi, anno dopo anno.
E forse è proprio questo il segreto del Classico: non finisce con il diploma. Resta, ritorna, accompagna. Anche a distanza di tempo. Anche in una notte come questa.
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