Marsala dedica gli spazi dell’ex Convento del Carmine a Francesca Genna, artista marsalese e docente all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Sabato 11 aprile, alle 18, sarà inaugurata “Di terra, di mare”, personale curata dall’architetto Enrico Caruso e visitabile fino al 30 giugno 2026.
La mostra rientra nel calendario delle attività promosse dall’Ente Mostra di Pittura “Città di Marsala”, presieduto dall’avvocato Riccardo Rubino. In esposizione ci sono oltre cinquanta opere tra dipinti, stampe d’arte e libri d’artista, che raccontano gli ultimi dieci anni di ricerca dell’artista.
Il tema centrale è il rapporto tra uomo e natura. Genna lo affronta attraverso un lavoro che unisce sperimentazione, attenzione alla materia e riflessione sul paesaggio contemporaneo.
Il titolo, “Di terra, di mare”, indica già il campo di osservazione. Terra e mare non sono soltanto soggetti da rappresentare, ma elementi da interrogare: superfici, tracce, memorie, trasformazioni.
Una ricerca tra materia e ambiente
Francesca Genna lavora da anni sul confine tra incisione, stampa d’arte, pittura e libro d’artista. La sua ricerca è legata alla sperimentazione tecnica e all’attenzione per i materiali, con un interesse particolare verso pratiche artistiche più sostenibili.
All’Accademia di Belle Arti di Palermo insegna nell’ambito delle tecniche dell’incisione. Il corso di Tecniche calcografiche sperimentali, secondo la descrizione dell’Accademia, si basa sulla ricerca di alternative più sostenibili per l’arte incisoria, con implicazioni non solo ambientali, ma anche culturali, tecnologiche ed economiche.
È dentro questa linea che si colloca la mostra marsalese. L’opera non viene considerata soltanto come risultato finale, ma anche come processo: scelta dei supporti, uso dei materiali, tempi di lavorazione, rapporto con ciò che viene osservato e trasformato.
Il riferimento alla crisi climatica non passa da immagini didascaliche. Entra nel lavoro attraverso piante, elementi marini, segni organici, stratificazioni, residui e tracce del tempo.
Dieci anni di opere
Le oltre cinquanta opere in mostra documentano un decennio di ricerca. Dipinti, stampe d’arte e libri d’artista costruiscono un percorso che mette in relazione linguaggi diversi.
La stampa consente di lavorare sulla traccia e sulla ripetizione. Il dipinto apre alla materia e al colore. Il libro d’artista introduce una dimensione più intima e narrativa, in cui l’opera non si guarda soltanto: si attraversa.
Il percorso espositivo è articolato in più sezioni e pensato in dialogo con gli spazi dell’ex Convento del Carmine. Sono presenti anche lavori inediti realizzati appositamente per questa esposizione.
La mostra, dunque, non si limita a raccogliere opere già esistenti. Prova a costruire un rapporto con il luogo che la ospita e con la città.
Terra, mare e paesaggio contemporaneo
Le opere nascono dall’osservazione del mondo naturale: piante, elementi marini, frammenti, superfici, tracce lasciate dal tempo.
Genna non guarda la natura come repertorio decorativo. La osserva come organismo fragile e in trasformazione, segnato dall’azione dell’uomo e dai mutamenti ambientali.
Il paesaggio contemporaneo, nel suo lavoro, non è immobile. Cambia, si consuma, si rigenera, lascia residui. La terra e il mare diventano luoghi di memoria, ma anche spazi vulnerabili.
Per Marsala questo tema ha una risonanza immediata. La città vive nel rapporto continuo con il mare, le saline, le campagne, le coste e i cambiamenti del paesaggio. La mostra porta questo rapporto dentro uno spazio pubblico di cultura, chiedendo al visitatore di guardare con più attenzione ciò che spesso considera familiare.
Il Carmine e la città
L’ex Convento del Carmine è la sede delle attività espositive dell’Ente Mostra di Pittura “Città di Marsala” e ospita la Pinacoteca comunale, che raccoglie oltre 750 opere di artisti di rilievo nazionale e internazionale.
In questo contesto, “Di terra, di mare” si inserisce con una ricerca che dialoga con la storia dell’edificio e con la funzione culturale del luogo.
Le sale del Carmine chiedono un tempo di visita lento. Le opere di Genna lavorano su dettagli, superfici, passaggi cromatici, carte, impronte e segni minimi. Non cercano l’effetto immediato, ma una relazione più attenta con la materia.
È una mostra che parla di ambiente senza ridursi a manifesto. Il suo campo è quello dell’arte: la forma, la tecnica, il processo, il modo in cui un’immagine può restituire una consapevolezza.
L’artista e il catalogo
Francesca Genna è nata nel 1967 e vive in Sicilia. È artista, ricercatrice e docente di tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze e si è specializzata in incisione e stampa d’arte alla Scuola internazionale di grafica d’arte Il Bisonte.
In occasione della mostra è stato pubblicato il volume “Di terra, di mare / From land, from sea”, a cura di Enrico Caruso, con testo critico di Jacqueline Ceresoli. La scheda editoriale presenta il catalogo come una ricerca sul dialogo tra terra e mare attraverso linguaggi sperimentali e sostenibili, prodotta dall’Ente Mostra di Pittura del Comune di Marsala per l’esposizione all’ex Convento del Carmine.
Il catalogo accompagna e documenta il percorso, offrendo una chiave di lettura ulteriore sul lavoro dell’artista e sulla sua attenzione al rapporto tra pratica artistica e ambiente.
Le informazioni utili
“Di terra, di mare” sarà inaugurata sabato 11 aprile, alle 18, all’ex Convento del Carmine di Marsala.
La personale di Francesca Genna, a cura di Enrico Caruso, resterà aperta al pubblico fino al 30 giugno 2026.
La mostra è promossa dall’Ente Mostra di Pittura “Città di Marsala”, presieduto dall’avvocato Riccardo Rubino.
In esposizione ci sono oltre cinquanta opere tra dipinti, stampe d’arte e libri d’artista, con lavori degli ultimi dieci anni e opere inedite pensate per gli spazi del Carmine.
Per Marsala è un appuntamento che mette in relazione arte contemporanea e paesaggio. Non una mostra sulla natura in senso generico, ma un percorso sul modo in cui la materia, il mare e la terra possono diventare strumenti per leggere le trasformazioni del presente.
Ines D’Orazio