Castelvetrano. Italia Nostra avvia il confronto sul nuovo PUG, dal parco archeologico all’abusivismo di Triscina
Il cammino verso il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) di Castelvetrano entra nel vivo. Dopo l'avvio ufficiale del procedimento lo scorso 23 marzo, la città si interroga su come superare le criticità del vecchio Piano Regolatore del 1994, mai realmente approvato dalla Regione e segnato da numerose difformità normative. L'occasione per un confronto pubblico è fissata per il 16 aprile 2026, alle ore 17, presso la Sala dei Minimi, in un convegno promosso da Italia Nostra.
La centralità del patrimonio archeologico
Uno dei pilastri del nuovo strumento urbanistico dovrà essere la tutela e la valorizzazione del Parco Archeologico di Selinunte e delle altre aree archeologiche diffuse nel territorio. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire una gestione ecocompatibile che integri queste eccellenze storiche nel tessuto cittadino, difendendo l'identità culturale del territorio.
Il programma degli interventi
Il dibattito, coordinato dal Presidente di Italia Nostra Trapani, Antonio Pellegrino, seguirà un ordine preciso di relazioni tecniche volte ad analizzare ogni aspetto della pianificazione:
1. Ing. Pietro Di Gregorio (Responsabile Italia Nostra Castelvetrano): aprirà i lavori analizzando gli aspetti e le contraddizioni del vigente PRG.
2. Arch. Mario Buscaino (Direttivo Italia Nostra Trapani): interverrà sul tema del centro storico, sottolineando la necessità di tutelarne l’identità.
3. Arch. Luigi Biondo e Dott. Felice Crescente (Direttori dei Parchi Archeologici di Segesta e Selinunte): relazioneranno su quale debba essere il PUG per la zona archeologica.
4. Arch. Antonio Pacino: chiuderà la serie di relazioni tecniche focalizzandosi sulla fascia costiera.
A seguire, sono previsti gli interventi programmati dei deputati regionali Giuseppe Bica, Cristina Ciminnisi, Stefano Pellegrino, Dario Safina e Mimmo Turano.
Triscina e la sfida ambientale
Resta centrale il tema della zona costiera, con particolare riferimento a Triscina. I documenti tecnici sottolineano l’urgenza di interventi di tutela compatibili con il Piano Paesaggistico, che prevedano il ripristino del sistema dunale e il fermo contrasto all’abusivismo edilizio. Le immagini cartografiche evidenziano con chiarezza la criticità della fascia dei 150 metri, un'area dove il rigore urbanistico sarà determinante per il recupero ambientale.
La cittadinanza ha tempo fino al 22 aprile 2026 per presentare proposte e suggerimenti, partecipando attivamente alla costruzione di una città che guardi finalmente al futuro nel rispetto della propria storia e del proprio paesaggio.


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