Un vitello vivo come premio di una lotteria. Non è uno scherzo, ma una scelta reale che sta facendo discutere ben oltre i confini di Calatafimi Segesta — e che ora scatena una mobilitazione pubblica. Dopo le polemiche dei giorni scorsi — raccontate da Tp24 — arriva un nuovo passo: una petizione per fermare tutto.
La protesta: “Scelta eticamente inaccettabile”
È LNDC Animal Protection a rilanciare con forza la mobilitazione contro la decisione di prevedere un vitello vivo come primo premio della lotteria legata alla Festa del SS. Crocifisso di Calatafimi Segesta, in programma il prossimo 3 maggio.
L’associazione aveva già scritto al Comune e agli enti competenti lo scorso 24 marzo, ricevendo una risposta ritenuta però insufficiente: secondo LNDC, infatti, si è fatto riferimento solo al rispetto delle norme, senza affrontare il nodo centrale, cioè quello etico.
“Non è un problema burocratico – spiega la presidente Piera Rosati – ma una scelta profondamente sbagliata. Un animale non può essere trattato come un oggetto da vincere”.
Il nodo normativo e quello culturale
LNDC sottolinea come la normativa siciliana vieti l’uso di animali d’affezione come premi, ma evidenzia anche un punto cruciale: questa distinzione non può giustificare pratiche simili con animali considerati “da reddito”.
Il messaggio, secondo l’associazione, resta comunque sbagliato: un essere vivente viene ridotto a merce.
La petizione ai cittadini
Proprio per questo motivo è stata lanciata una petizione (potete firmare qui) pubblica con richieste precise: revoca immediata del vitello come premio; sostituzione con un’alternativa eticamente accettabile; presa di posizione chiara da parte delle istituzioni contro la mercificazione degli animali.
“Un ente pubblico ha anche un ruolo educativo – aggiunge Rosati – e non può ignorare il cambiamento culturale in atto”.
L’appello
LNDC invita cittadini e associazioni a firmare e condividere la petizione, per ribadire un principio semplice ma netto:
gli animali non sono premi, ma esseri viventi da rispettare. Una vicenda che continua a far discutere — e che, da semplice iniziativa locale, si sta trasformando in un caso simbolo sul rapporto tra tradizioni, istituzioni e tutela degli animali.