Un dialogo tra poesia e arte contemporanea attraversa Trapani e guarda all’Europa del Novecento. Venerdì 17 aprile, alle ore 19, all’Oratorio San Rocco – Museo d’Arte Contemporanea si inaugura “Il mondo è uno”, mostra che prende ispirazione dall’opera del poeta greco Yannis Ritsos e la traduce in linguaggi visivi contemporanei.
Il progetto, ideato e curato da Francesco Piazza con la consulenza scientifica di Amanda Skamagka dell’Università di Atene, nasce dal cosiddetto “Trittico Italiano”, una raccolta di testi scritti da Ritsos durante i suoi viaggi in Italia tra il 1976 e il 1980. Un periodo in cui il poeta, tra i più significativi del Novecento europeo, attraversò città e paesaggi italiani trasformandoli in materia poetica, intrecciando memoria, storia e osservazione del presente.
Da quei versi prende forma il percorso espositivo: diciannove artisti contemporanei reinterpretano altrettante poesie, non illustrandole ma attraversandole, lasciando che la parola diventi punto di partenza per una riflessione sul presente. Ne emerge un paesaggio complesso, dove convivono bellezza e fragilità, memoria e trasformazione, in un continuo rimando tra passato e contemporaneità.
L’idea curatoriale è chiara: la poesia non come oggetto da tradurre, ma come strumento capace di generare nuove visioni. «La parola poetica può agire come una lente», spiega Piazza, sottolineando come il progetto voglia interrogare le tensioni del nostro tempo, dalle questioni ambientali alla perdita di senso collettivo.
Per il direttore del museo, don Liborio Palmeri, la mostra rappresenta anche un’occasione per radicare questo dialogo nel territorio: «È come se Ritsos scrivesse una poesia anche per Trapani, attraverso la voce trasformata in opere dai 19 artisti».
La mostra, patrocinata dall’Ambasciata di Grecia in Italia e sostenuta dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina, sarà visitabile fino al 10 ottobre 2026. L’allestimento, curato da Marabù Eventi e Servizi, punta anche sulla sostenibilità, con soluzioni in cartone riciclabile.
Dopo la tappa trapanese, il progetto si sposterà a Sambuca di Sicilia, alla Galleria Nomadartcollective, dove sarà esposto dal 7 novembre 2026 al 7 marzo 2027.