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17/04/2026 08:17:00

South working, la Regione punta sul lavoro agile: fino a 30mila euro per riportare i talenti in Sicilia

La Regione Siciliana prova a invertire la rotta della “fuga dei cervelli” puntando sul lavoro agile. È stato infatti pubblicato da Irfis-FinSicilia l’avviso relativo al cosiddetto “South working”, la misura voluta dal governo guidato da Renato Schifani per favorire il rientro o la permanenza in Sicilia di lavoratori assunti da aziende con sede fuori dall’Isola, in Italia o all’estero.

 

L’iniziativa rende operativa una norma introdotta con la legge regionale dello scorso gennaio e punta a sfruttare le opportunità offerte dal lavoro da remoto. «Vogliamo consentire ai giovani siciliani – ha dichiarato Schifani, che detiene anche la delega al Lavoro – di tornare e lavorare qui mantenendo il rapporto con aziende che hanno sede altrove».

 

Come funziona il contributo

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12 del 30 giugno attraverso la piattaforma dedicata. Le imprese interessate – con unità produttiva nell’Unione europea o anche in Paesi extra Ue – dovranno rispettare alcuni requisiti precisi:

  • aver effettuato, dopo il 9 gennaio 2026, nuove assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori siciliani oppure trasformazioni da tempo determinato;
  • garantire che il lavoratore risieda in Sicilia al momento della concessione del contributo;
  • prevedere una prestazione lavorativa svolta prevalentemente in modalità agile per almeno cinque anni.

Il contributo previsto è di 30 mila euro per ciascun lavoratore, erogato in cinque quote annuali da 6 mila euro.

 

Lavoro agile e presenza limitata in azienda

Il modello è quello del lavoro da remoto strutturato: il dipendente dovrà operare dalla Sicilia, con una presenza fisica nei locali aziendali non superiore al 20% dei giorni lavorativi annui. La dotazione finanziaria complessiva è significativa: 18 milioni di euro all’anno fino al 2028.

 

 

Obiettivo: trattenere e attrarre talenti

 «È una misura unica nel suo genere – ha aggiunto Schifani – che punta a trattenere e riportare in Sicilia le migliori energie professionali». L’idea è trasformare un limite storico, la distanza geografica, in un’opportunità grazie alle tecnologie digitali, rendendo l’Isola più attrattiva anche in termini di qualità della vita.

Sarà ancora Irfis-FinSicilia a gestire l’intero iter: dall’istruttoria delle domande fino all’erogazione dei contributi, con controlli sulla veridicità delle dichiarazioni presentate.