Sulla vicenda del caos multe a Campobello è intervenuto, infine, il sindaco Giuseppe Castiglione. Che in una lettera di replica alla nostra redazione, ha voluto chiarire la posizione dell’Amministrazione Comunale rispetto alle anomalie segnalate dai cittadini.
Prima, però, facciamo un breve riepilogo. La vicenda riguarda una serie di multe risalenti al 2021, che sono state notificate adesso, dopo cinque anni, già ‘gonfiate’ dagli interessi di mora. Per la verità, a Campobello, se ne parla già da un po’. Tanto è vero che il caso si è trasformato presto in una leva per la campagna elettorale in vista delle amministrative del 24 e 25 maggio.
Cosa succede oggi? Il sindaco di Campobello decide di rispondere al nostro articolo, spiegando che la responsabilità del ‘disservizio’ non è in capo al Comune, e che l’Amministrazione sta già verificando ogni eventuale errore per tutelare i cittadini. Così scrive nella sua replica:
«Si precisa che l’attività di notifica dei verbali relativi alle sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada, riferite agli anni 2021-2022, era stata affidata a una società esterna regolarmente individuata tramite procedura di gara pubblica. La società aggiudicataria ha quindi provveduto, per quanto di propria competenza, all’esecuzione delle notificazioni dei verbali prodromici».
La colpa, dunque, non sarebbe del Comune – secondo le parole del sindaco. L'Amministrazione avrebbe semplicemente esternalizzando il servizio, per cui la responsabilità di eventuali ritardi o errori nelle notifiche ricadrebbe interamente sulla società privata.
Il Sindaco contro l’influencer
C’è però un aspetto di questa storia che è ancora più interessante. Ovvero quello che potremmo definire quasi un attacco ad personam che il Sindaco fa – sia nella sua replica a Tp24 che sulla sua pagina Facebook – nei confronti di ‘qualcuno’ colpevole di aver parlato della vicenda nelle sue storie di Instagram.
Parte del comunicato di Castiglione è infatti dedicato a «un contenuto pubblicato su Instagram da una cittadina castelvetranese destinataria di una notifica», cittadina che «ha pubblicamente affermato che la foto contenuta all’interno dell’articolo [di Tp24] faccia riferimento alla di lei posizione».
Perché «un contenuto pubblicato su Instagram» genera tanto scalpore? Soprattutto considerando che di questo ‘caos multe’ si è parlato a lungo nelle ultime settimane, sui social e non solo. Molto probabilmente, la risposta sta in un numero. Più di preciso: nel numero di follower. La persona in questione, infatti, pur rimanendo un cittadino privato – e mai citato nel nostro articolo – conta infatti su Instagram circa 15mila follower.
È, insomma, una influencer. Anzi una local influencer, se vogliamo utilizzare il linguaggio specifico del marketing. E 15mila follower, durante la campagna elettorale, possono fare la differenza.
Il punto però è chi si è esposto pubblicamente resta comunque un privato cittadino. E cioè una persona che ha diritto di privacy, a prescindere dal numero di follower. Eppure, nella sua comunicazione, il Sindaco Castiglione sembra aver dimenticato questo dettaglio. E infatti si dilunga, spiegando nei particolari la natura di quella precisa multa.
In pratica, l’Amministrazione – nella figura del Sindaco – entra nel merito di un verbale specifico, e consulta i suoi archivi provando a smentire pubblicamente il racconto di una cittadina, rea di aver "osato" condividere sui social la sua esperienza.
Cambia così il terreno dello scontro. Il ‘disservizio’ da risolvere passa in secondo piano rispetto alla necessità di salvaguardare la propria reputazione online. E fa vittime, in questo caso, coinvolgendo qualcuno che sulla nostra testata non era neppure stato menzionato.
«C’è il rischio di strumentalizzazione politica» scrive ancora Castiglione. Ma qui l’unico rischio è che a essere strumentalizzata sia invece una singola multa, che diventa improvvisamente una priorità solo perché finita sullo schermo di migliaia di follower. Quando un'Amministrazione risponde alle critiche entrando nel merito dei dati personali dei cittadini, il messaggio che passa è di stare in silenzio.
Un atteggiamento che punisce chi dissente, scoraggia i cittadini dall’esporsi e, soprattutto, genera diffidenza nei confronti della stampa locale – che non viene più percepita come un alleato, ma come causa di problemi.
La ‘toppa’ del comune
Intanto, rispetto alle sanzioni, il Comune pare essere già al lavoro. «L’Amministrazione comunale si è prontamente attivata per verificare la correttezza dell’operato della società incaricata delle notifiche», scrive ancora il sindaco Castiglione nella sua replica.
La società in questione è laBconsulenze s.r.l., società che si occupa di riscossione crediti nell’ambito delle infrazioni stradali. Di fatto un servizio che avrebbe dovuto snellire il lavoro degli uffici comunali ma che – in questo caso – sembra aver generato l'effetto opposto.
Del resto, gli interessi di mora sulle sanzioni sono illegittimi se al diretto interessato non è mai arrivato un primo avviso di pagamento. Ed è per questo che, oggi, il Comune di Campobello si ritrova a dover ‘mettere una toppa’ per risolvere la faccenda.
«Sono in corso approfondimenti puntuali su ogni singola posizione. Qualora dovessero emergere irregolarità o difformità rispetto alla normativa vigente, l’Amministrazione agirà senza esitazione nell’interesse e a tutela dei cittadini coinvolti, adottando ogni iniziativa utile a rimuovere eventuali effetti pregiudizievoli.»
E una prima iniziativa è già arrivata. Si tratta della Rottamazione Quinquies, approvata dal Consiglio Comunale, e che riguarderà «qualunque tipologia di debito (Imu, Tasi, Tari, acquedotto, multe, tassa di soggiorno, etc)».
Insomma, chi ha subìto l’ingiustizia di una notifica errata può dormire sonni tranquilli: le sanzioni verranno rottamate. Più difficile sarà – forse – ricostruire quel clima di fiducia, e di riservatezza, che le istituzioni dovrebbero garantire a ogni cittadino, a prescindere dal suo numero di follower.
Daria Costanzo