Trapani–Rivne, un ponte tra Sicilia e Ucraina che guarda alla ricostruzione e allo sviluppo dei due territori
Un ponte tra Sicilia e Ucraina che guarda al futuro, oltre la guerra. È questo il senso della firma del protocollo di collaborazione tra il Libero Consorzio Comunale di Trapani e la Regione ucraina di Rivne, siglato venerdì scorso nell’aula magna dell’Istituto “Abele Damiani” di Marsala. Un’intesa che ha un valore simbolico ma anche fortemente operativo: preparare il terreno alla ricostruzione dell’Ucraina e avviare nuove opportunità economiche e culturali tra i due territori.
Un’intesa che guarda oltre il conflitto
La firma è arrivata al termine della visita istituzionale della delegazione ucraina guidata dal vicepresidente Ihor Pavlenko, accompagnato da rappresentanti istituzionali tra cui la consigliera del presidente della Regione di Rivne. Un’iniziativa che, come emerso durante l’incontro, gode anche della “benedizione” del Ministero degli Esteri italiano, a conferma della rilevanza strategica dell’accordo. L’obiettivo è chiaro: costruire una relazione stabile che consenta alla provincia di Trapani di diventare un interlocutore privilegiato nella futura fase di ricostruzione dell’Ucraina, ma anche offrire alla regione di Rivne nuovi sbocchi commerciali nel Mediterraneo.

Economia e ricostruzione: le opportunità concrete
Non si tratta solo di diplomazia. Il protocollo punta a creare connessioni reali tra sistemi produttivi. Durante gli incontri, infatti, la delegazione ucraina ha avuto modo di confrontarsi con rappresentanti del tessuto economico trapanese, ponendo le basi per future collaborazioni.
Tra i settori più promettenti c’è quello del legno: l’Ucraina è uno dei principali produttori europei, mentre il territorio trapanese vanta una tradizione significativa nella lavorazione del materiale. Un asse produttivo che potrebbe tradursi in partnership industriali concrete.
Altro ambito strategico è quello dell’edilizia. Non a caso, tra i presenti c’era anche il presidente di ANCE Trapani, Sandro Curatolo. La ricostruzione post-bellica dell’Ucraina richiederà competenze, imprese e investimenti: un’opportunità che il territorio trapanese vuole farsi trovare pronto a cogliere.
Il ruolo degli “artefici” del progetto
Dietro l’iniziativa c’è una rete di relazioni costruita nel tempo. Figura centrale è quella di Matteo Noè, imprenditore italiano residente a Kiev da oltre trent’anni, promotore dell’incontro. Determinante anche il contributo di Antonio Parrinello, dirigente regionale e responsabile della Protezione civile nel Trapanese, e del professore Giovanni Marino. È grazie a questa sinergia che l’idea ha preso forma, trovando nel Libero Consorzio Comunale di Trapani lo sponsor istituzionale capace di tradurla in un accordo ufficiale.
Scuola e cultura: il valore del “Damiani”
Non è casuale la scelta dell’Istituto Agrario “Abele Damiani”, diretto da Domenico Pocorobba, come sede della firma. La scuola è un’eccellenza del territorio, ma anche un modello di integrazione tra formazione e mondo del lavoro.
L’incontro si è svolto in un contesto conviviale, con una cena preparata dagli stessi studenti, a dimostrazione delle competenze e delle potenzialità offerte dall’istituto. Proprio da qui nasce un altro obiettivo del protocollo: favorire scambi culturali e formativi, fino a ipotizzare un gemellaggio che consenta a studenti ucraini di studiare a Marsala.
Le parole del presidente del Libero Consorzio di Trapani Salvatore Quinci
Per il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, la firma rappresenta molto più di un atto formale: “È l’avvio di un percorso di cooperazione che si fonda sui valori comuni di democrazia e libertà”. Quinci ha sottolineato come l’iniziativa sia anche un segnale concreto di vicinanza al popolo ucraino: “La nostra vicinanza ad un popolo che sta soffrendo da anni per una guerra inaccettabile è forte e vuole essere concreta e di prospettiva”.
Il presidente ha inoltre evidenziato il valore simbolico dell’accordo, legato ai principi di solidarietà, rispetto e libertà di pensiero, e ha già accolto l’invito a una visita istituzionale in Ucraina.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al sistema di protezione civile ucraino, che ha dimostrato “grandi capacità operative” nella gestione dell’emergenza bellica.
Un “arrivederci” che apre scenari futuri
La firma del protocollo non è un punto di arrivo, ma un inizio. Le prospettive spaziano dall’economia alla formazione, dalla cooperazione istituzionale alla ricostruzione post-bellica. In un contesto internazionale ancora segnato dal conflitto, Trapani e Rivne scelgono di guardare avanti, costruendo oggi le basi di una collaborazione che potrà svilupparsi pienamente quando le armi taceranno.
Un “arrivederci”, come lo ha definito Quinci, che suona già come un impegno reciproco.
Trapani–Rivne, un ponte tra Sicilia e Ucraina che guarda alla ricostruzione e allo sviluppo dei due territori
Trapani–Rivne, un ponte tra Sicilia e Ucraina che guarda alla ricostruzione e allo sviluppo dei due territoriUn ponte tra Sicilia e Ucraina che guarda al futuro, oltre la guerra. È questo il senso della firma del protocollo di...
Noleggio lungo termine: le 10 migliori società che stanno cambiando...
Il noleggio a lungo termine è oggi una delle formule più rilevanti nel mercato della mobilità. La sua crescita negli ultimi anni conferma un cambiamento concreto nelle abitudini di privati, aziende e partite...
Libero Consorzio di Trapani: il presidente Quinci incontra una delegazione Ucraina
Si è svolto a Palazzo Riccio di Morana, l’incontro tra il Libero Consorzio Comunale di Trapani e la delegazione della Regione ucraina di Rivne, guidata dal vicepresidente Ihor Pavlenko. A margine della visita, il presidente del...
Rapporto Mediobanca, Gruppo Radenza tra i leader della GDO per crescita e...
Modica, 10 aprile 2026. L’Osservatorio di Mediobanca sulla GDO italiana e internazionale a prevalenza alimentare che aggrega i dati economico-patrimoniali di 118 aziende nazionali e 30 maggiori player internazionali per il...
Sezioni
