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20/04/2026 17:00:00

Rifiuti in Sicilia, nuova emergenza: costi in aumento e impianti sotto pressione

La gestione dei rifiuti torna a essere un problema serio in Sicilia, soprattutto nella parte orientale dell’isola. A peggiorare un quadro già fragile contribuiscono anche fattori esterni, come le tensioni internazionali in Medio Oriente, che stanno incidendo sui costi e sulla logistica dello smaltimento.

In Sicilia mancano ancora i termovalorizzatori, impianti fondamentali per trattare e smaltire direttamente i rifiuti. Per questo motivo, gran parte dell’immondizia prodotta – proveniente da oltre 200 comuni – viene convogliata nell’impianto TMB di Lentini, nel Siracusano. Qui i rifiuti vengono trattati prima di essere trasferiti fuori dall’isola, soprattutto verso regioni del Nord Italia o all’estero, dove vengono poi inceneriti.

 

Negli ultimi mesi i costi di smaltimento sono aumentati sensibilmente: il prezzo per tonnellata è passato da circa 250 a quasi 400 euro, principalmente a causa del rincaro dei carburanti. A complicare ulteriormente la situazione c’è anche il fermo temporaneo di alcuni impianti di destinazione per manutenzione, che ha ridotto la capacità di ricezione dei rifiuti siciliani. Di conseguenza, l’impianto di Lentini ha dovuto diminuire i quantitativi trattati ogni giorno.

 

Le criticità si avvertono in modo particolare a Catania, dove la produzione giornaliera di rifiuti indifferenziati è molto elevata e la raccolta differenziata resta ancora insufficiente. Questo rende la città fortemente dipendente dal sistema di smaltimento attuale, già sotto stress, con il rischio concreto di nuovi accumuli nelle strade.

Per fronteggiare l’emergenza, il sindaco Enrico Trantino ha disposto il trasferimento temporaneo di circa 200 tonnellate di rifiuti al giorno verso l’impianto di Termini Imerese, nel Palermitano. Si tratta di una misura straordinaria che resterà in vigore finché l’impianto di Lentini non tornerà alla piena operatività.

 

A incidere sulle difficoltà recenti anche le proteste degli autotrasportatori e dei pescatori, che hanno rallentato i collegamenti marittimi e il trasferimento dei rifiuti fuori dall’isola. Sebbene una parte delle proteste sia stata sospesa, permangono alcune criticità nei trasporti.

Guardando al futuro, la Regione Siciliana punta alla realizzazione di due termovalorizzatori, uno a Palermo e uno a Catania, con l’obiettivo di renderli operativi entro il 2028. Le gare per l’assegnazione dei lavori dovrebbero partire nel 2027. Un progetto considerato strategico per superare definitivamente le emergenze cicliche legate allo smaltimento dei rifiuti nell’isola.