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28/04/2026 17:04:00

Trapani, la nuova scala di Sant’Anna apre il cammino sopra le antiche mura 

Con la collocazione della nuova scala nella piazzetta Ghiaccio, il progetto di riqualificazione delle Mura di Tramontana smette definitivamente di essere una tavola tecnica o una suggestione affidata ai rendering e comincia ad assumere il profilo concreto delle opere che cambiano il volto di una città.

 

 

La maxi gru entrata in azione nelle scorse ore per adagiare la struttura metallica tra il Bastione Imperiale e il fronte di accesso da Sant’Anna,  rappresenta uno dei punti chiave dell’intero intervento e non soltanto per l’impatto scenografico delle operazioni, ma perché quel manufatto sarà il nuovo varco che consentirà di salire sulle Mura di Tramontana e percorrere un tratto di passeggiata panoramica finora rimasto inaccessibile, con affaccio diretto sulla Torre di Ligny.

 

È il segno più visibile di un cantiere che, dopo mesi di lavoro, entra adesso nella sua fase decisiva.

Quel tratto di mura, oggi destinato a diventare una delle terrazze urbane più suggestive della città, appariva come una quinta muraria divorata dall’abbandono: rovi, erba alta, rifiuti di ogni genere, materiali di risulta e persino residui di amianto disseminati lungo il camminamento e tra gli anfratti della fortificazione. 

Il mare era lì, a pochi metri, ma quasi sottratto allo sguardo, come se Trapani avesse finito col dimenticare uno dei suoi punti più preziosi.

 

Oggi quello scenario è radicalmente mutato e la nuova scala ne è la prova più tangibile.

L’intervento rientra nel progetto di rigenerazione urbana finanziato con fondi del PNRR, con uno stanziamento di 415.720 euro destinato alla sola realizzazione della scalinata di accesso di Sant’Anna e alle opere di connessione con il tratto compreso tra Bastione Conca e Bastione Imperiale. 

Un segmento strategico delle storiche Mura di Tramontana che, una volta ultimato, restituirà continuità pedonale a uno dei margini più affascinanti e per anni più trascurati del centro storico.

 

Il cronoprogramma indica una data precisa: fine lavori entro il 30 giugno.

Se i tempi saranno rispettati, all’inizio dell’estate a Trapani sarà riconsegnata una passeggiata nuova, sospesa tra pietra e Mediterraneo, in quel punto esatto dove per secoli la città ha guardato il mare per difendersi e dove oggi torna invece a guardarlo per abitarlo.

 

La riqualificazione, tuttavia, non si limita alla semplice collocazione della scala.

Il progetto prevede un camminamento sviluppato su due livelli per amplificare la visione del paesaggio costiero, opere di basolatura, la creazione di aiuole, il recupero della storica scalinata di Sant’Anna, il rifacimento dei sottoservizi e soprattutto l’apertura di un nuovo varco su via Serraglio che metterà finalmente in connessione diretta il tessuto urbano con la costa.

È una modifica che ha anche un valore simbolico: ricucire una frattura fisica e mentale tra la città e il suo mare. Per troppo tempo questo lembo di Trapani è rimasto simile a quelle “terre di nessuno” di cui scriveva Bufalino, luoghi bellissimi ma esclusi dalla vita ordinaria, presenti nella geografia ma assenti nella coscienza collettiva.

 

Anche perché attorno alla nuova passeggiata si stanno muovendo altri interventi destinati a ridisegnare l’intero quadrante urbano. È di questi giorni la notizia che la Caserma Verdinois, l’edificio che si affaccia proprio sul tratto in riqualificazione, è stata opzionata da una società intenzionata a promuovere residenze artistiche internazionali. La stessa società che poco più avanti, presso la chiesetta di Sant’Anna, sta avviando i lavori per la nascita di una fabbrica internazionale di cloni d’arte, tra i quali dovrebbe riprodurre la "signora Fontana" di Piazza Mercato del pesce. 

 

 

Un fermento che si accompagna al restauro dell’Archivio Storico e del suo giardino, alla riconversione dell’ex Macchina del Ghiaccio in resort spa cinque stelle e ai lavori che stanno progressivamente risalendo via Sant’Anna fino alla piazzetta Ghiaccio.

È il segnale che l’investimento pubblico sta già producendo un effetto di trascinamento sul fronte privato e culturale: il PNRR, almeno in questa porzione della città, sembra funzionare come innesco di una rigenerazione non solo edilizia ma anche economica.

 

E il disegno finale è ancora più ampio.

È infatti allo studio il ponticello che dovrà collegare il nuovo percorso con il Bastione Sant’Anna e quindi con Viale delle Sirene, completando un asse pedonale continuo sul litorale nord. Quando tutte le opere saranno concluse, il tracciato immaginato si estenderà per quasi quattro chilometri dal centro storico fino alla litoranea, in parte pedonale e in parte ciclabile, sempre affacciato sul mare e sulle antiche fortificazioni.

 

La scala collocata in queste ore, dunque, è molto più di una semplice infrastruttura di accesso.

È il primo gesto visibile di una città che tenta di riappropriarsi del proprio bordo, di quella soglia di pietra e acqua che per secoli ne ha custodito la storia. 

E in fondo c’è qualcosa di profondamente mediterraneo in questo ritorno alle mura: come se Trapani, dopo avere a lungo attraversato il suo mare senza davvero sostarvi, avesse deciso finalmente di fermarsi a guardarlo.

 

 

 



Native | 25/04/2026
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