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28/04/2026 18:36:00

Trapani punta sulla busiata: un progetto tra turismo, identità e agricoltura

Una riunione operativa per trasformare un simbolo della tavola trapanese in un veicolo di promozione culturale, turistica ed economica del territorio.
Si è tenuto nelle scorse ore un incontro organizzativo tra il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, lo chef Peppe Giuffrè e le associazioni di categoria cittadine con l’obiettivo di definire un’iniziativa pubblica dedicata al rilancio della busiata trapanese, il piatto identitario della tradizione gastronomica locale. 

 

L’iniziativa, secondo quanto annunciato dal primo cittadino, dovrebbe svolgersi nella suggestiva cornice della Torre di Ligny. 

L’amministrazione comunale punta dunque a costruire attorno alla storica pasta attorcigliata un evento che non sia soltanto gastronomico, ma che si proponga come strumento di valorizzazione dell’immagine della città e delle sue eccellenze produttive.

 

Un piatto simbolo come leva di marketing territoriale

 

Nel commentare l’iniziativa, il sindaco ha sottolineato come la busiata sia oggi riconosciuta ben oltre i confini provinciali, fino ad entrare stabilmente nell’immaginario della cucina siciliana e nazionale. Da qui l’idea di farne il perno di una manifestazione capace di intrecciare degustazione, narrazione identitaria e promozione turistica.

Accanto a Giacomo Tranchida, un ruolo centrale nell’organizzazione sarà affidato allo chef Peppe Giuffrè, da anni impegnato in percorsi di recupero della tradizione culinaria e già protagonista di numerosi eventi patrocinati dal Comune dedicati alla cultura gastronomica del territorio. 

L’obiettivo dichiarato è quello di fare della busiata non soltanto un piatto da promuovere, ma un racconto collettivo capace di tenere insieme storia, paesaggio e filiera produttiva.

 

Dalla tavola alle campagne

 

Nel corso dell’incontro è emersa anche una riflessione più ampia: il rilancio della busiata, nelle intenzioni del Comune, dovrà servire ad accendere i riflettori sulle difficoltà che attraversa oggi il comparto agricolo.

Dal grano all’olio, dalle mandorle al pomodoro, fino al pesto alla trapanese che tradizionalmente accompagna il piatto, la busiata richiama infatti una filiera che parla direttamente delle campagne del territorio, sempre più segnate da costi elevati, crisi energetica, rincaro delle materie prime e progressivo abbandono dei terreni.

Il messaggio politico che l’amministrazione intende lanciare è chiaro: promuovere un prodotto tipico significa anche interrogarsi sulle condizioni economiche di chi rende possibile quella tradizione.

 

Un evento per attrarre visitatori e rafforzare l’identità cittadina

 

La scelta della Torre di Ligny come location non è casuale: uno dei luoghi simbolo della città per legare l’esperienza gastronomica ad uno scenario di forte richiamo turistico.

L’intenzione è quella di coinvolgere ristoratori, operatori del settore, produttori e associazioni in una manifestazione che possa diventare appuntamento fisso del calendario estivo, puntando sul connubio tra dieta mediterranea, benessere e promozione del territorio.

 

Per Giacomo Tranchida si tratta di partire da un semplice piatto di pasta per costruire una riflessione più complessiva sul modello di sviluppo della città: turismo, agricoltura, identità e salute come elementi di una stessa strategia.

I dettagli dell’evento dovrebbero essere definiti nelle prossime settimane, ma il percorso è stato avviato: Trapani prova a ripartire da uno dei suoi sapori più riconoscibili per trasformarlo in strumento di racconto e di rilancio del territorio.



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