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28/04/2026 15:00:00

Carburante alle isole, scatta l’appello ai sindaci: “Stop alla tassa sulla distanza”

Una lettera indirizzata a tutti i sindaci delle isole siciliane per affrontare insieme il problema del caro carburante. È l’iniziativa che punta a colmare un divario ormai insostenibile tra i prezzi energetici nelle isole e quelli del resto d’Italia.

Secondo i dati più recenti, infatti, i residenti delle isole minori pagano un costo industriale del carburante superiore di oltre il 47% rispetto alla media nazionale. Un divario dovuto principalmente alle difficoltà logistiche legate al trasporto e allo stoccaggio.

 

Una “tassa sulla distanza” da superare

A pesare ulteriormente è il meccanismo dell’IVA, che viene applicata su un prezzo già più alto, generando un gettito aggiuntivo stimato in circa 0,13 euro al litro. Un effetto che viene definito come una vera e propria “tassa sulla distanza”, che grava su cittadini e imprese delle realtà insulari.

Per correggere questa distorsione è stata presentata all’Assemblea Regionale Siciliana la mozione n. 355, depositata il 14 aprile e annunciata in aula il 28 aprile. Il provvedimento propone l’introduzione della “Carta Carburante Isole Minori”, uno strumento pensato per restituire ai residenti il surplus fiscale e riconoscere un indennizzo per la condizione di svantaggio.

L’obiettivo è arrivare a uno sconto complessivo stimato di circa 0,33 euro al litro.

 

Un appello alla coesione territoriale

L’iniziativa - la lettera è firmata dal pantesco Maurizio Caldo - nasce con uno spirito bipartisan e si propone di superare le divisioni politiche, mettendo al centro la qualità della vita dei cittadini e la competitività dei territori.

Da qui l’appello ai sindaci delle isole siciliane affinché sostengano la mozione: una presa di posizione condivisa rappresenterebbe un segnale forte di unità e coesione territoriale, in linea con i principi dello Statuto Siciliano e della Costituzione sul superamento degli svantaggi legati all’insularità.

“Solo attraverso un’azione comune – si legge nell’appello – è possibile trasformare una criticità storica in un modello più equo e vicino alle esigenze delle comunità locali”.



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