Emergono nuovi particolari sul decesso di Giuseppe Ingargiola, 41 anni, che, tra accessi al Pronto soccorso, trasferimenti e successive dimissioni, non è sopravvissuto al grave quadro clinico che lo aveva portato in ospedale. La vicenda, caratterizzata da una gestione assistenziale complessa e da un rapido peggioramento delle condizioni, è ora al centro degli approfondimenti delle autorità sanitarie e giudiziarie competenti.
Il fatto
Il paziente era giunto al Pronto Soccorso dell’Abele Ajello di Mazara del Vallo con un importante sanguinamento del cavo orale. Lì viene stabilizzato, ma inviato al Civico di Palermo per ulteriori approfondimenti. È il reparto di Chirurgia maxillo-facciale che si occupa del caso. Ingargiola era affetto da un tumore alla mandibola; pare che l’ospedale di Palermo avesse chiesto ai medici di Mazara di non fare nulla, se non stabilizzare il paziente, perché avrebbero eseguito controlli specifici in sede.
Resta ricoverato circa tre giorni a Palermo; dimesso, rientra a Mazara.
Il ritorno al PS
Ingargiola torna ad accusare un forte sanguinamento del cavo orale e viene riportato al Pronto Soccorso dell’Abele Ajello; l’accesso è stato garantito in codice rosso.
Lì però il paziente è andato in shock emorragico ed è deceduto. La quantità significativa di sangue perso in poco tempo ha ridotto il volume di sangue circolante, impedendo agli organi vitali di ricevere ossigeno e nutrienti sufficienti. Si è quindi verificato un “collasso” circolatorio. Nonostante l’intervento tempestivo dell’équipe medica, la gravità dell’emorragia e la rapida compromissione delle funzioni vitali hanno reso inefficaci le manovre rianimatorie, e il paziente è deceduto poco dopo l’ingresso in ospedale.
Il tumore
Il paziente era in cura presso l’Humanitas di Milano. È possibile che il sanguinamento sia stato causato dall’evoluzione della neoplasia, che avrebbe interessato in modo esteso i tessuti della mandibola e del cavo orale, con possibile coinvolgimento di strutture vascolari. Una condizione che, in fase avanzata, può determinare episodi emorragici improvvisi e difficilmente controllabili.
All’arrivo in pronto soccorso, il quadro del paziente era già gravemente compromesso. I sanitari hanno attivato immediatamente le procedure d’emergenza previste nei casi di shock emorragico, con tentativi di stabilizzazione e controllo della perdita ematica.
ASP avvia verifiche
L’ASP di Trapani ha disposto l’acquisizione delle cartelle cliniche e dei referti relativi ai due accessi al Pronto Soccorso di Mazara del Vallo del paziente Ingargiola.
Si ricostruirà così in modo puntuale la sequenza degli eventi clinici, verificando le condizioni di accesso alle cure e valutando la gestione sanitaria nelle diverse fasi dell’assistenza.
L’acquisizione della documentazione rientra nelle procedure interne di approfondimento previste in caso di decesso in pronto soccorso con quadro clinico complesso, al fine di accertare ogni aspetto.